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Appalti e contratti, istruzioni per l'uso

del 07/07/2011
di: di Andrea Mascolini
Appalti e contratti, istruzioni per l'uso
In un appalto la stazione appaltante non può imporre alle cooperative l'applicazione di contratti collettivi nazionali di lavoro di altre categorie. È quanto afferma (in un parere sulla Normativa AG 15-2011) l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, di cui è stato relatore il Consigliere Giuseppe Borgia, che segue l'istanza di Confcooperative in merito alla legittimità di clausole che impongono agli operatori economici, ai fini dell'ammissione alla gara, l'applicazione di specifici contratti collettivi nazionali di lavoro, indipendentemente dalla natura e dal settore contrattuale di appartenenza.

Il problema si poneva in ragione della facoltà, riconosciuta anche dalla giurisprudenza amministrativa, di prevedere requisiti anche più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla legge (ancorché con il limite della ragionevolezza e proporzionalità). Nello specifico, quindi, all'organismo di vigilanza presieduto da Giuseppe Brienza, si chiedeva di chiarire se l'applicazione a una cooperativa di un diverso contratto collettivo potesse risultare legittima.

Il caso posto all'attenzione dell'Autorità da Confcooperative era peculiare perché riguardava contratti collettivi che si distinguono, non perché attinenti ad attività diverse da quelle oggetto della gara (come in tutti i casi esaminati dalla giurisprudenza), ma perché rientranti in un comparto diverso di contrattazione collettiva che si qualifica per la particolare natura giuridica – impresa avente scopo mutualistico – dei soggetti coinvolti. Secondo la giurisprudenza del lavoro, osta all'imposizione (anche indiretta) dell'applicazione di differenti contratti collettivi una ragione di rilievo costituzionale quale la non efficacia erga omnes (ma inter partes) dei contratti collettivi di lavoro (per effetto della mancata attuazione dell'art. 39 della Costituzione) i quali, data la loro natura privatistica, vincolano solo gli iscritti alle associazioni sindacali stipulanti. L'Autorità ha quindi sottolineato che le società cooperative rientrano tra gli operatori economici partecipanti alle gare di appalto, e che ad esse si applicano i contratti collettivi del comparto delle imprese aventi scopo mutualistico. Ha, quindi, ritenuto che risulterebbero sproporzionate e discriminatorie clausole che impongano a tali società l'adesione a contratti collettivi di altre categorie.

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