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L'occupazione in timida ripresa

del 07/07/2011
di: di Simona D'Alessio
L'occupazione in timida ripresa
Le porte di un'azienda si spalancano per 162.600 persone da qui al mese di settembre. E non si tratta soltanto di lavoratori stagionali, da impiegare nel turismo, piuttosto che nella produzione alimentare: si prevede, infatti, l'assunzione per centinaia di tecnici finanziari e specialisti in scienze matematiche, fisiche e naturali. Chance preziose, a portata di mano di giovani e adulti, perché il valore di taluni profili professionali, fortunatamente, non ha età.

Le rilevazioni del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del welfare sulle dichiarazioni d'intenti delle imprese in espansione (250mila interviste all'anno), illustrate ieri a Roma, rappresentano una ventata d'aria fresca nell'asfittica fase di crisi che viviamo: l'immagine che ne deriva, scattata per la prima volta con cadenza trimestrale, svela come rispetto allo stesso periodo del 2010 gli ingressi ipotizzati siano quasi 23 mila in più.

I contratti che stanno per essere siglati si concentrano per il 75% nei servizi e per il restante 25% nell'industria, mentre le piccole imprese (da uno a nove dipendenti) si rendono protagoniste di questa ondata di assunzioni, poiché sono pronte a realizzarne 64.500, oltre 20 mila in più al confronto con quanto avveniva nei dodici mesi precedenti. Se, però, il mondo industriale manifesta una volontà esplicita di dotarsi di altra forza lavoro, non è sempre facile ottenere una risposta esauriente. «Questa tendenza rende ancora più evidente il paradosso fra domanda e offerta, soprattutto per le medie imprese manifatturiere, in cerca di operai a più elevata specializzazione e, in generale, per la cronica carenza di alcuni profili, o per la loro inadeguata preparazione», proclama Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere.

E, infatti, sebbene la difficoltà di reclutamento di personale qualificato è in diminuzione, non è ancora un fenomeno raro: sarà arduo reperire figure operaie (gli ostacoli raggiungeranno il 25,9%, con un picco del 27% per gli addetti specializzati), mentre si ridurrà nel caso dei dirigenti e del personale tecnico e a elevata formazione (5.800 cosiddetti «introvabili», contro i 7.900 di un anno fa) e dei profili impiegatizi ed intermedi (7.700, oltre mille in meno rispetto allo stesso trimestre dell'anno che ci siamo lasciati alle spalle).

All'incirca 64 mila posti (il 39,3%) sono dichiaratamente a disposizione di giovani al di sotto dei 30 anni; le nuove generazioni, tuttavia, potranno contare su un'altra fetta rilevante della torta, giacché i 59 mila lavori che le parti datoriali intendono assegnare in questa stagione, senza indicazione di una preferenza anagrafica, saranno in parte a loro dedicati.

L'Italia, infine, si riunisce nella quota (molte simile) di fabbisogni occupazionali: la richiesta si aggira intorno al 26% nel Nord-Ovest, Nord-Est e Mezzogiorno, e nel 21% al Centro.

Il traino dei lavori «estivi» si rivela decisivo sia in regioni come Veneto e Lombardia, sia nel Meridione dove si ipotizzano 42.600 assunzioni (il 36% a carattere stagionale).

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