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Avviamento nella partecipazione rivalutabile

del 07/07/2011
di: Alessandro Felicioni
Avviamento nella partecipazione rivalutabile
Sarà rivalutabile anche l'avviamento incorporato nel valore della partecipazione di controllo acquisita; gli effetti, però, si vedranno dal 2013; la manovra correttiva introduce un'imposta sostitutiva al 16% mediante la quale sarà possibile vedersi riconosciuto il maggior valore contabile di partecipazioni di controllo corrispondente all'avviamento o ad altre immobilizzazioni immateriali della società acquisita. La norma che, si badi bene, non incide sul valore fiscale della partecipazione ai fini di eventuali plusvalenze da realizzo, mira ad integrare le fattispecie previste dall'articolo 10 del dl n. 185 del 2008 al fine di evitare ingiustificabili disparità di trattamento.

Come noto infatti, il regime naturale dei conferimenti di azienda (ai sensi dell'articolo 176 del Tuir) prevede la neutralità dell'operazione o, in alternativa, il riconoscimento dei maggiori valori contabili relativi ad immobilizzazioni materiali ed immateriali dell'azienda ricevuta, previo versamento di una imposta sostitutiva ad aliquota progressiva per scaglioni.

L'articolo 10 del dl n. 185 del 2008 aveva introdotto ampliato tale facoltà anche all'avviamento prevedendo, per quest'ultimo e per i marchi di impresa, anche l'accorciamento del periodo di ammortamento sul maggior valore. Il tutto con il versamento di una imposta sostitutiva con aliquota fissa al 16%.

Ora la manovra riprende tale disposizione è consente di riallineare anche il valore delle partecipazioni di controllo acquisite attraverso operazioni straordinarie laddove il maggior valore sia effettivamente attribuibile ad avviamento o altre attività immateriali della società acquisita non autonomamente indicate.

La norma si rivolge, tecnicamente, alle operazioni straordinarie effettuate nelle quali l'avviamento e le altre attività immateriali non sono iscritte autonomamente nel bilancio della società acquirente o conferita ria o incorporante. Si pensi ad operazioni di fusione o di conferimento di partecipazioni di controllo di società il cui attivo è costituito esclusivamente da partecipazioni; l'incorporante o la conferitaria non potrà che iscrivere nel proprio attivo il valore delle partecipazioni detenute dalla conferente o dalla fusa, incorporando in queste i maggiori valori di avviamento. Fenomeno questo che si verifica, peraltro, anche in una semplice operazione di acquisto di partecipazioni laddove il maggior valore pagato rispetto alla quota di patrimonio netto rappresentata dalla partecipazione altro non è se non l'avviamento implicito dell'azienda di cui si acquisiscono le quote.

Ebbene tale situazione, in assenza della disposizione in oggetto, non permetterebbe alcun riallineamento, essendo questo escluso per le partecipazioni.

Ora invece è possibile, scorporando dal valore della partecipazione la quota riferibile ad avviamento della società partecipata, vedersi riconosciuto questo avviamento implicito e poter procedere al suo ammortamento (per 10 anni) previo versamento dell'imposta sostitutiva. Con riferimento a tale operazione di scorporo, per le partecipazioni di controllo, la parte del valore di carico che costituisce avviamento risulta in via autonoma dal bilancio consolidato (pur non risultando dal bilancio individuale). Ecco perché la norma fa riferimento ad una nozione di controllo in linea con quella che impone la redazione di un bilancio consolidato.

La ratio della norma è quella di coordinare le previsioni già incluse nel precedente riallineamento con situazioni analoghe ma formalmente non assoggettabili a tale norma. Nel concreto il nuovo riallineamento guarda molto da vicino il settore bancario nel quale spesso le operazioni di aggregazione e ristrutturazione societaria coinvolgono società holding con attivo quasi esclusivamente costituito da partecipazioni e senza espressa previsione dell'avviamento.

Proprio tale aspetto è sottolineato dalla relazione tecnica alla manovra la quale fa i conti in tasca proprio al settore bancario per determinare gli effetti netti della disposizione in termini di gettito. A fronte di un incremento di gettito derivante dall'imposta sostitutiva del 16% (tutto stimato nell'esercizio 2011) si avrà una riduzione a decorrere dal 2013 data in cui inizieranno ad essere rilevanti fiscalmente i maggiori valori soprattutto in termini di maggiori ammortamenti.

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