Consulenza o Preventivo Gratuito

Quote latte, Equitalia estromessa dalla riscossione

del 07/07/2011
di: La Redazione
Quote latte, Equitalia estromessa dalla riscossione
Equitalia estromessa dalla riscossione delle multe non pagate per sforamento delle quote latte. D'ora in poi, il recupero coatto dei cosiddetti prelievi supplementari per il lattiero caseario verrà affidato «a enti e organismi pubblici muniti di idonee risorse umane e strumentali». Questi potranno svolgere l'attività di riscossione solo mediante ingiunzione di pagamento, in base alle procedure previste dal regio decreto 639/1910 (si veda da ultimo ItaliaOggi del 5/7/2010). Dunque, gli splafonatori morosi non verranno più iscritti a ruolo. E di conseguenza, in caso di necessità, non saranno più attivabili procedure esecutive come pignoramenti, fermi amministrativi, ecc. A individuare quali siano questi enti competenti al recupero delle multe e come dovrà avvenire il trasferimento delle attività di accertamento, liquidazione e riscossione sarà il ministro dell'economia, con un decreto apposito. Il decreto legge sulla manovra correttiva (n. 98/2011), dopo aver incassato ieri sia il via libera del Quirinale sia la pubblicazione in Gazzetta, interviene così sulla controversa vicenda delle quote latte.

Il ritocco. Di fatto, dal testo viene cancellato ogni riferimento esplicito ai prelievi supplementari per il lattiero caseario, sostituito dalla generica dizione «entrate erariali, diverse da quelle tributarie e contributi previdenziali e assistenziali obbligatori»; infatti, la manovra prevede che il recupero «spontaneo o coattivo» di tutte queste somme sarà gradualmente sottratto a Equitalia. Non solo. Dal decreto scompare anche l'esplicito blocco delle attività di riscossione in corso e il «discarico degli agenti Equitalia delle relative quote», così come ogni riferimento ad Agea e alle singole regioni per le eventuali attività di riscossione da ereditare. La norma, poi, delega a un provvedimento di natura regolamentare (il decreto ministeriale) e non più a un atto avente forza di legge, la definizione delle modalità di riscossione. Con la diretta conseguenza, che il controllo delle disposizioni assunte non sarà più in capo alla Presidenza della Repubblica. E l'unica verifica possibile sarà quella della Corte dei conti, nell'eventualità di presunto danno erariale.

Enti agricoli. Dal decreto legge scompare anche la norma che disponeva il riordino e l'eventuale trasformazione, soppressione o messa in liquidazione degli enti pubblici vigilati dal ministero delle politiche agricole, così come delle società interamente partecipate dal medesimo dicastero (si veda ancora ItaliaOggi del 5/5/2011). Sulla graticola, oltre ad Agea recentemente commissariata, erano finiti anche Ismea, Inran-Inea-Cra, Buinitalia, Eipli e Unire (entrambi commissariati), Ente Risi e Isa. Confermata, invece, la trasformazione di Unire in Agenzia per lo sviluppo del settore ittico (Assi).

Esdebitazione. Estese alle aziende agricole in stato di crisi o di insolvenza le cosiddette procedure di esdebitazione. Gli agricoltori potranno accedere ad accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 182-bis del rd 267/1942) e allo strumento della transazione fiscale (art. 182-ter), nei rapporti tra imprenditore agricolo e agenzie fiscali. Per quanto riguarda i debiti contributivi e assistenziali, l'esdebitazione sarà possibile per sanzioni, more e interessi. Non per i premi non versati, il cui pagamento, però, potrà essere dilazionato. Il ministro alle politiche agricole, Saverio Romano, nel corso di un'audizione a palazzo Madama, ha spiegato che «la norma nasce da un confronto con Equitalia e Inps e riguarda 980 mila aziende agricole in stato di insolvenza, per un totale di indebitamento di 11,5 mld nei confronti dello stato, a vario titolo, e di 34 mld nei confronti del sistema bancario».

Luigi Chiarello

vota