Il ritocco. Di fatto, dal testo viene cancellato ogni riferimento esplicito ai prelievi supplementari per il lattiero caseario, sostituito dalla generica dizione «entrate erariali, diverse da quelle tributarie e contributi previdenziali e assistenziali obbligatori»; infatti, la manovra prevede che il recupero «spontaneo o coattivo» di tutte queste somme sarà gradualmente sottratto a Equitalia. Non solo. Dal decreto scompare anche l'esplicito blocco delle attività di riscossione in corso e il «discarico degli agenti Equitalia delle relative quote», così come ogni riferimento ad Agea e alle singole regioni per le eventuali attività di riscossione da ereditare. La norma, poi, delega a un provvedimento di natura regolamentare (il decreto ministeriale) e non più a un atto avente forza di legge, la definizione delle modalità di riscossione. Con la diretta conseguenza, che il controllo delle disposizioni assunte non sarà più in capo alla Presidenza della Repubblica. E l'unica verifica possibile sarà quella della Corte dei conti, nell'eventualità di presunto danno erariale.
Enti agricoli. Dal decreto legge scompare anche la norma che disponeva il riordino e l'eventuale trasformazione, soppressione o messa in liquidazione degli enti pubblici vigilati dal ministero delle politiche agricole, così come delle società interamente partecipate dal medesimo dicastero (si veda ancora ItaliaOggi del 5/5/2011). Sulla graticola, oltre ad Agea recentemente commissariata, erano finiti anche Ismea, Inran-Inea-Cra, Buinitalia, Eipli e Unire (entrambi commissariati), Ente Risi e Isa. Confermata, invece, la trasformazione di Unire in Agenzia per lo sviluppo del settore ittico (Assi).
Esdebitazione. Estese alle aziende agricole in stato di crisi o di insolvenza le cosiddette procedure di esdebitazione. Gli agricoltori potranno accedere ad accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 182-bis del rd 267/1942) e allo strumento della transazione fiscale (art. 182-ter), nei rapporti tra imprenditore agricolo e agenzie fiscali. Per quanto riguarda i debiti contributivi e assistenziali, l'esdebitazione sarà possibile per sanzioni, more e interessi. Non per i premi non versati, il cui pagamento, però, potrà essere dilazionato. Il ministro alle politiche agricole, Saverio Romano, nel corso di un'audizione a palazzo Madama, ha spiegato che «la norma nasce da un confronto con Equitalia e Inps e riguarda 980 mila aziende agricole in stato di insolvenza, per un totale di indebitamento di 11,5 mld nei confronti dello stato, a vario titolo, e di 34 mld nei confronti del sistema bancario».
Luigi Chiarello
