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Ingegneri, elezioni (ancora una volta) rimandate

del 06/07/2011
di: di Benedetta Pacelli
Ingegneri, elezioni (ancora una volta) rimandate
Elezioni ancora rimandate per il rinnovo del Consiglio nazionale degli ingegneri. Non si ferma dunque la giostra di rinvii elettivi che, da oltre tre mesi ormai, sta tenendo con il fiato sospeso gli attuali vertici di categoria, ma anche gli aspiranti consiglieri. L'ultimo stop è arrivato, ancora una volta a poche ore dalle votazioni, dal Tribunale amministrativo di Roma che con un provvedimento d'urgenza ha sospeso «momentaneamente le operazioni di voto» fino «alla camera di consiglio del 27 luglio alla quale si rinvia per delibazione collegiale dell'istanza cautelare». In sostanza il Tar capitolino ha sospeso l'efficacia del decreto del ministero della giustizia di pochi giorni fa (si veda ItaliaOggi di ieri) che aveva fissato al 6 luglio la data delle elezioni per il rinnovo dei vertici confermando in sostanza gli effetti del reclamo al giudice ordinario. Tutto rimandato ancora di tre settimane quando si saprà se la magistratura confermerà o respingerà l'ordinanza di sospensiva emessa lo scorso 13 giugno dallo stesso Tar decretando l'apertura più o meno immediata delle urne. Questo provvedimento, infatti, aveva accolto i reclami sollevati da alcuni presidenti territoriali sancendo in definitiva la scadenza naturale dell'attuale consiglio in carica dal 6 aprile 2006 (e non all'anno successivo come aveva stabilito la precedente decisione). Se, infatti, la prima decisione aveva confermato il diritto del consigliere ricorrente di rimanere in carica fino alla scadenza naturale del suo mandato, facendo quindi risalire la legittima proclamazione degli eletti alla data del 4/04/07 «essendo questa l'unica valida e legittima e avendo riguardato tutti i componenti del Cni nella sua intera composizione», nella seconda il Tribunale di Roma ha specificato che la composizione di un «organo collegiale elettorale non può essere condizionata quanto a insediamento e quindi a durata dalle vicende (...) che colpiscano i suoi singoli componenti». Una decisione avallata anche dallo stesso ministero della giustizia che aveva comunicato appunto che le operazioni elettorali avrebbero dovuto riprendere il loro corso «a decorrere dalla fase procedimentale nella quale ci si trovava al momento della comunicazione del primo provvedimento giudiziale».

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