Consulenza o Preventivo Gratuito

Carni, l'origine in etichetta

del 06/07/2011
di: da Bruxelles Angelo Di Mambro
Carni, l'origine in etichetta
Indicazione di origine obbligatoria estesa alle carni, misure standard per i caratteri tipografici sull'etichetta, obbligo di riportare sulla confezione degli alimenti informazioni nutrizionali «chiave» e migliore visibilità per quelle sulla presenza di allergeni: così saranno le nuove etichette alimentari dell'Unione europea. Dopo tre anni di dibattito oggi il Parlamento europeo approverà l'accordo di compromesso che spiana la strada all'adozione di nuove norme europee per la «fornitura di informazioni ai consumatori» sui prodotti alimentari. Una volta passato a Strasburgo, infatti, il provvedimento dovrà solo essere ratificato dal Consiglio (non prima dell'autunno) che però ha di fatto già benedetto, il 22 giugno scorso, il compromesso faticosamente raggiunto con Commissione e Parlamento.

L'etichettatura d'origine obbligatoria, già in vigore per carne bovina, miele, olio d'oliva, frutta e verdura fresca, verrà estesa alle carni suine, ovine, avicole. Un possibile ampliamento (come richiesto dal Parlamento europeo) della lista degli alimenti con l'indicazione di provenienza ai latticini, ai mono-ingrediente (per esempio la passata di pomodoro) o per le carni trasformate, sarà preso in esame solo dopo valutazioni di impatto che la Commissione dovrà produrre entro tempi stabiliti a seconda della tipologia di alimento. Le nuove etichette dovranno essere leggibili, il carattere tipografico non dovrà essere inferiore agli 1,2 mm di altezza. Dovranno riportare informazioni sul contenuto energetico e i valori di carboidrati, zuccheri, sale, proteine, grassi, acidi grassi saturi, per 100 grammi o 100 ml o, ma in modo non vincolante, per porzione. Per facilitare la lettura delle informazioni sugli allergeni, essi saranno messi in evidenza con espedienti grafici nella lista degli ingredienti. A differenza delle altre norme, che si applicano solo ai cibi preconfezionati (con l'esenzione degli alcolici dall'obbligo di indicazione degli ingredienti e delle informazioni nutrizionali), quelle sulla presenza di allergeni sono previste anche per i cibi non confezionati, come il cibo venduto nei ristoranti e nelle mense. Spetterà tuttavia agli stati membri trovare il modo in cui rendere disponibile l'informazione ai consumatori. Una volta ratificato dal Consiglio (non prima dell'autunno) e pubblicato nell'Official Journal, le imprese avranno tre anni per adeguarsi, due in più per quanto riguarda le informazioni nutrizionali.

vota