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Espropri senza titolo, arriva il super-indennizzo

del 02/07/2011
di: Antonio Ciccia
Espropri senza titolo, arriva il super-indennizzo
Super-indennizzo per gli espropri senza titolo. Chi subisce da parte della p.a. un'occupazione espropriativa senza titolo, oltre ad avere l'usuale indennizzo riceverà anche un risarcimento a forfait del 10%, calcolato sul valore venale. La manovra Tremonti disciplina l'utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico. E da un lato assicura l'opera alla p.a., ma dall'altro compensa economicamente il sacrificio del privato. La regola è fatta valere retroattivamente anche ai fatti anteriori alla entrata in vigore del decreto legge, purché l'ente espropriante dichiari la prevalenza dell'interesse pubblico.

Si interviene sul Testo unico degli espropri (dlgs 327/2001), inserendo l'articolo 42-bis. Il problema è rappresentato dai casi in cui l'amministrazione usa un immobile di un privato per realizzare un'opera pubblica, ma non ha un valido titolo espropriativo o una valida dichiarazione di pubblica utilità. Da un lato sorge l'interesse a conservare l'opera, dall'altro lato vi è l'interesse del privato a vedersi riconosciuto un ristoro per l'illegittimità subita. L'articolo 42-bis prevede un bilanciamento tra gli interessi in conflitto, a seguito del quale la p.a. può disporre che il bene sia acquisito, ma non retroattivamente, al suo patrimonio indisponibile e che al proprietario sia corrisposto un doppio indennizzo: sia per il pregiudizio patrimoniale sia per quello non patrimoniale. L'indennizzo del danno non patrimoniale è forfettariamente liquidato dalla legge nella misura del 10% del valore venale del bene. La stessa regola vale non solo quando manchi l'atto espropriativo, ma anche quando è stato annullato l'atto costitutivo del vincolo preordinato all'esproprio, oppure la dichiarazione di pubblica utilità o il decreto di esproprio.

L'amministrazione può anche acquisire il bene in pendenza del giudizio per l'annullamento degli atti. In tali casi si computano a conguaglio le somme eventualmente già erogate al proprietario a titolo di indennizzo. Il danno non patrimoniale è calcolato, come si è visto, con la regola del 10%. L'indennizzo patrimoniale, invece, è determinato, di regola, in misura corrispondente al valore venale del bene utilizzato per scopi di pubblica utilità, con le specifiche del Testo unico espropri per il calcolo del valore dei terreni edificabili (articolo 37). Oltre al capitale è dovuto l'interesse del 5% annuo per il periodo di occupazione senza titolo, salvo che non risulti dagli atti la prova di una diversa entità del danno.

Insomma a chi ha subito una occupazione espropriativa spetta il valore venale del bene espropriato, gli interessi e il 10% sul valore venale. Trattandosi di un esborso a carico della p.a. a fronte di una attività omessa o di una attività illegittima, la manovra Tremonti prevede alcuni sbarramenti. Innanzi tutto l'atto di acquisizione deve spiegare chiaramente quali attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico giustificano l'uso di denaro pubblico e deve spiegare che non ci sono alternative ragionevoli.

Nell'atto si deve indicare l'ammontare dell'indennizzo, che deve essere pagato entro 30 giorni. In ogni caso fino a che non è avvenuto il saldo o il deposito delle somme dovute, l'immobile rimane in proprietà del privato.

L'atto di acquisizione è notificato al proprietario e comporta il passaggio del diritto di proprietà. Inoltre il medesimo atto è soggetto a trascrizione presso la conservatoria dei registri immobiliari a cura dell'amministrazione procedente.

Se l'occupazione riguarda un terreno utilizzato per finalità di edilizia residenziale pubblica, agevolata o convenzionata, o un terreno destinato a essere attribuito per finalità di interesse pubblico in uso speciale a soggetti privati, il provvedimento è di competenza dell'autorità che ha occupato il terreno e la liquidazione forfetaria dell'indennizzo per il pregiudizio non patrimoniale aumenta: è pari al venti per cento del valore venale del bene.

Il decreto fissa una norma transitoria: le nuove disposizioni si applicano anche ai fatti anteriori e anche se vi è già stato un provvedimento di acquisizione successivamente ritirato o annullato; tuttavia deve essere comunque rinnovata la valutazione dell'interesse pubblico e si deve fare il conguaglio con le indennità eventualmente già pagate. Una forma di vigilanza sul procedimento è rappresentata dall'obbligo di trasmettere l'atto di acquisizione, entro trenta giorni, alla Corte dei conti: il giudice contabile potrà così verificare la regolarità e congruità dell'operazione.

L'obbligo di indennizzo patrimoniale e non patrimoniale si applica anche per l'acquisizione del diritto di servitù. La p.a., a questo proposito, può procedere all'eventuale acquisizione del diritto di servitù al patrimonio dei soggetti, privati o pubblici, titolari di concessioni, autorizzazioni o licenze o che svolgono servizi di interesse pubblico nei settori dei trasporti, telecomunicazioni, acqua o energia.

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