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P.a., stop ai furbetti della malattia

del 02/07/2011
di: di Antonio G. Paladino
P.a., stop ai furbetti della malattia
Malattia degli statali: la pubblica amministrazione dovrà disporre il controllo sulle assenze dei lavoratori valutando la condotta complessiva del dipendente. Stante il tenore letterale della disposizione si può al momento ipotizzare che lavoratori che difficilmente si assentano dal servizio per episodi di malattia, difficilmente riceveranno la visita del medico fiscale, al contrario invece, di chi fa della malattia un largo uso. Si dovranno, inoltre, considerare gli oneri economici connessi all'effettuazione della visita fiscale, ma sempre tenendo conto del «bene primario», ovvero l'esigenza di contrastare e prevenire l'assenteismo. In ogni caso, queste valutazioni non sussistono e si dovrà dare corso, sin dal primo giorno di assenza alla richiesta di effettuazione della visita fiscale, se la malattia insorge nei giorni immediatamente precedenti o successivi ad un giorno festivo. Praticamente, si tratta di porre un freno al malcostume di allungare «ponti» festivi con un giorno di malattia.

I commi di interesse sono il 6, 7 e 8 dell'articolo 17 della bozza di manovra correttiva varata giovedì sera dal governo. Si stabilisce che le pubbliche amministrazioni devono disporre il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti «valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all'effettuazione della visita, tenendo conto dell'esigenza di contrastare e prevenire l'assenteismo». In attesa, ovviamente, di una circolare della Funzione pubblica che faccia estrema chiarezza sul punto, salta subito all'occhio una considerazione. La pubblica amministrazione, quindi, ricevuta la comunicazione di assenza per malattia del dipendente ha davanti a sè un bivio. Deve valutare tre parametri. Il primo, la condotta complessiva del dipendente. Si può ipotizzare che il dirigente dell'ufficio pubblico dia disposizioni affinché si mandi il medico fiscale a casa di quei dipendenti «più soliti» ad assentarsi per malattia, mentre chi ne fa un uso sporadico sarà «salvato»? Poi, il dirigente dovrà valutare gli oneri connessi all'effettuazione della visita (e sul piatto, la manovra mette 70 mln si euro a regime). Infatti, le visite fiscali disposte dalla p.a. per l'accertamento della malattia dei propri dipendenti, dopo un lungo contenzioso conclusosi innanzi alla Consulta, non sono gratuite ma devono essere rimborsate alle aziende sanitarie. Quindi, c'è anche il lato economico da tenere in debita considerazione. Il tutto, rimarcando l'esigenza di contrastare e prevenire l'assenteismo. Queste considerazioni comunque, su una sorta di discrezionalità della dirigenza dell'ufficio a disporre dell'effettuazione della visita fiscale in relazione alla condotta del dipendente, non sussistono in un caso, ovvero quando l'assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle lavorative. Qui, l'assenza deve essere accertata sin dal primo giorno. È questo, infatti, uno strumento che «dovrebbe» stroncare il malcostume di effettuare dei «ponti» da allungare a festività, grazie al giorno di malattia. Andiamo sulle fasce orarie di reperibilità alla visita fiscale, oggi fissate in 9,00-13,00 e 15,00-18,00. Anche qui, novità in arrivo. Dovrà attendersi un decreto della funzione pubblica, che disciplinerà le nuove fasce di reperibilità e il regime delle esenzioni (probabilmente per i dipendenti affetti da forme tumorali o che devono sottoporsi a terapie salvavita). Si precisa sin da adesso, comunque, che qualora il dipendente debba allontanarsi dall'indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità, per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi (sempre documentati), deve dare preventiva comunicazione all'amministrazione. Nel caso l'assenza è dovuta allo svolgimento di esami diagnostici, terapie o visite specialistiche, l'assenza è giustificata dall'attestazione del medico o dalla direzione della struttura, anche privata, che ha svolto la visita o la prestazione. Il settimo comma della manovra, poi, dispone che le sopracitata indicazioni, si applicano anche al personale in regime di diritto pubblico (ovvero i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e le Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia). Infine, la norma mette nero su bianco che la possibilità da parte della p.a. di risolvere unilateralmente il contratto con i dipendenti che hanno maturato un'anzianità massima contributiva di quaranta anni (prevista dall'articolo 17, comma 35-novies del dl n. 78/2009) non necessita di ulteriore motivazione, qualora l'amministrazione interessata, abbia preventivamente determinato, in via generale, i relativi criteri applicativi «con atto generale di organizzazione interna» (ovvero una circolare), preventivamente sottoposta al visto dei competenti organi di controllo.

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