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Ritenuta sui bonifici, sforbiciata dal 10 al 4%

del 02/07/2011
di: La Redazione
Ritenuta sui bonifici, sforbiciata dal 10 al 4%
Ridotta dal 10 al 4%, la ritenuta da operare sui bonifici destinati al pagamento delle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie o per il risparmio energetico, che danno la possibilità di fruire delle detrazioni, rispettivamente, del 36 e del 55%.

Con la manovra è stato modificato l'articolo 25, del decreto legge 31/05/2010 n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30/07/2010 n. 122, prevedendo, appunto, la riduzione della ritenuta che le banche e le poste devono effettuare sugli accreditamenti disposti dai contribuenti, a favore dei prestatori d'opera, per beneficiare delle detrazioni del 36 e del 55%.

La misura è finalizzata alla riduzione degli oneri posti a carico delle imprese artigiane che, con l'introduzione del citato art. 25, del dl n. 78/12010 si sono visti ridurre la liquidità per effetto dell'applicazione, dal 1° luglio 2010, di una ritenuta pari al 10%.

Si ricorda che, con specifico provvedimento direttoriale delle Entrate, protocollo n. 94288/2010, le tipologie di pagamenti cui deve essere applicata la nuova ritenuta (ItaliaOggi, 25/06/2010) erano state contenute a quelle riferite alle spese per il recupero del patrimonio edilizio, di cui all'art. 1, legge n. 449/1997 e per gli interventi destinati al risparmio energetico, di cui ai commi da 344 a 347, art. 1, legge n. 296/2006, ancorché la disposizione facesse riferimento agli oneri detraibili e deducibili, di cui agli articoli 10 e 15, dpr n. 917/1986 (Tuir).

Come indicato al punto 2), del provvedimento sono stati indicati, a suo tempo, anche gli adempimenti posti a carico delle banche e delle Poste italiane spa, che risultano sostanzialmente identici a quelli imposti ai sostituti d'imposta, i quali devono effettuare al versamento della ritenuta entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui la ritenuta è stata effettuata, mediante l'utilizzo della delega F24 utilizzando il codice tributo «1039» (rm n. 65/E/2010), emettendo la certificazione di avvenuto versamento della ritenuta al beneficiario entro il 28 febbraio dell'anno successivo a quello in cui le somme sono state corrisposte, ai sensi del comma 6-quater, dell'art. 4, dpr n. 322/1998 e, infine, presentando la dichiarazione dei sostituti (modello 770), ai sensi del comma 1, del medesimo articolo.

Inoltre, stante l'impossibilità per le banche e le poste di conoscere l'aliquota Iva applicata sulle prestazioni, con apposito documento di prassi (c.m. 40/E/2010) è stato precisato che, a prescindere dall'aliquota effettivamente applicata (10 o 20%), ai fini del corretto calcolo della ritenuta da operare, si deve tenere conto dell'aliquota Iva («virtuale») nella misura ordinariamente disposta e pari al 20%.

I contribuenti incisi, perlopiù artigiani e prestatori d'opera, pur subendo una riduzione della liquidità nel corso del periodo d'imposta, hanno la possibilità di utilizzare i prelievi subiti a scarico del debito d'imposta emergente in sede dichiarativa, tenendo conto delle some indicate nelle certificazioni rilasciate dalla banca o dalle Poste italiane spa.

Fabrizio G. Poggiani

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