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L'Uif chiede l'autoriciclaggio

del 01/07/2011
di: Luciano De Angelis
L'Uif chiede l'autoriciclaggio
La mancata introduzione del reato di autoriciclaggio costituisce una delle cause che rende inefficace in Italia la repressione del riciclaggio. È quanto afferma l'Uif, nella relazione presentata, nel corso dell'Audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, lo scorso 28 giugno. Nell'occasione, l'Unità di informazione Finanziaria ha presentato alla Commissione un apposito schema di articolato, per introdurre il nuovo reato.

Le ragioni della richiesta - Per la configurazione del delitto di riciclaggio, si legge nella relazione, è necessario che il soggetto responsabile non abbia commesso o comunque partecipato alla commissione del reato-presupposto. Il nostro ordinamento non punisce, infatti, l'ipotesi del cd. «autoriciclaggio», cioè la condotta posta in essere da chi ha commesso o concorso alla commissione del reato presupposto del riciclaggio. Tale scelta dell'ordinamento italiano costituisce una delle cause di inefficacia della repressione penale del riciclaggio. In sede processuale, infatti, è necessario dimostrare la consapevolezza della illecita origine del denaro «sostituito o trasferito» e la contestuale estraneità dell'agente alla commissione del reato da cui lo stesso denaro proviene. Inoltre, tenuto conto che la sanzione edittale prevista per il reato di riciclaggio è normalmente più elevata rispetto a quella del reato presupposto, risulta «conveniente» per il soggetto inquisito sostenere di aver (anche) concorso nel reato presupposto al fine di escludere l'imputazione per riciclaggio.

La soluzione proposta dall'Uif - Tenendo conto che il reato è ormai punito in quasi tutti i paesi Common law, europei ed extraeuropei (in Europa il reato in commento è previsto in Svizzera, in Germania, nel Regno Unito, in Spagna e in Portogallo e recentemente in Francia, nonché, al di fuori dei limiti continentali negli Stati Uniti), l'Uif ricorda che in Italia l'art. 2 del dlgs 231, ha di fatto introdotto l' autoriciclaggio, prevedendo la rilevanza, ma solo ai fini amministrativi, di una serie di condotte anche in caso di coincidenza tra autore del riciclaggio e autore del reato presupposto. Dopo aver ricordato, la presentazione sul tema di numerosi disegni di legge e le richieste nello stesso senso più volte esplicitate del Governatore della Banca d'Italia, l'Uif ha evidenziato la necessità di una riscrittura dell'art. 648-bis c.p. con relativa cancellazione dell'art. 648-ter.

Nella proposta modificativa sarebbe prevista:

- la soppressione della ripetuta clausola di riserva «fuori dei casi di concorso nel reato»,

- l'assorbimento della fattispecie di impiego, come detto, con conseguente abrogazione dell'art. 648-ter;

- la soppressione del riferimento ai delitti «non colposi» (contenuta nell'attuale art. 648-ter), giustificata dalla circostanza che ben difficilmente le attuali figure di reati colposi potrebbero costituire presupposto della condotta di riciclaggio;

- il leggero innalzamento della multa.

Da ultimo l'Uif auspica una proposta di riordino della materia sanzionatoria disciplinante, in particolare, le violazioni degli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette introducendo responsabilità per «culpa in eligendo o in vigilando» e incentrata sulla persona giuridica. Quanto all'entità delle sanzioni, sarebbe preferibile predeterminare gli importi minimi e massimi, con sanzioni edittali in misura fissa, eventualmente differenziabili in relazione alla natura del soggetto obbligato.

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