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Professioni, salta il ddl che dice addio all'esame di abilitazione

del 01/07/2011
di: di Ignazio Marino
Professioni, salta il ddl che dice addio all'esame di abilitazione
Niente più esame di stato per diventare avvocato, dottore commercialista oppure esperto contabile. Per l'iscrizione ai rispettivi ordini basterà quale unica condizione, oltre alla laurea, un periodo di praticantato obbligatorio pari a due o tre anni a seconda di quale professione si vuol esercitare.

È una delle previsioni contenute nella proposta di «legge delega in materia di liberalizzazione dell'esercizio delle professioni regolamentate»: circolata ieri sera, sarebbe dovuta andare all'esame del consiglio dei ministri, ma alla fine non se ne è fatto nulla e il comunicato finale della presidenza non ne fa menzione.

Il governo, in base al ddl, avrebbe un anno di tempo per varare una serie di decreti legislativi attuativi. Ma in parlamento sta procedendo l'iter legislativo di riforma dell'avvocatura già al centro di tante polemiche, mentre dal 2008 in casa dei commercialisti si sta lavorando a un processo di semplificazione per l'accesso all'ordine (vedasi la possibilità di svolgere già oggi il praticantato all'università).

Senza dimenticare che già gli ordini rappresentati dal Cup e del Pat, su invito del ministro della giustizia Alfano, hanno presentato da tempo una proposta da discutere all'interno di un tavolo di confronto a Via Arenula.

Il decreto Bersani al restyling. Ci sarebbero poi le altre misure che si rivolgono indistintamente a tutti i professionisti.

E che supererebbero perfino la portata delle lenzuolate del 2006 del ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani, dato che le nuove liberalizzazioni fanno specifico riferimento agli interventi di cinque anni fa. Le parcelle, per esempio.

Il governo, fra i suoi principi, non solo ribadisce il divieto dell'obbligatorietà delle tariffe fisse o minime ma anche la mera indicazione. Molti ordini, infatti, per dare uniformità di trattamento sul territorio nazionale hanno individuato delle parcelle indicative.

Consapevole anche di questo, chi ha scritto il ddl delega ha volutamente previsto l'esclusione della possibilità per gli ordini di «verificare la corrispondenza del compenso richiesto al decoro della professione e all'importanza dell'opera».

Passando alla pubblicità (altro argomento forte del decreto Bersani), la riforma almeno per ora «abortita» prevede per gli ordini il divieto di intervenire sulla disciplina della pubblicità dell'attività intellettuale.

Ogni valutazione da parte degli ordini deve essere riferita al caso concreto e adeguatamente motivata. C'è poi la parte sulle società professionali, mai decollate in questi cinque anni. La legge delega prevede «l'introduzione della possibilità di costituire società professionali di capitali, al fine di consentire la realizzazione di iniziative economiche congiunte tra professionisti e soci di mero investimento».

Agevolazioni per i più giovani. In base alla bozza di ddl, gli studenti universitari in possesso dei due terzi dei crediti previsti da corsi di laurea avrebbero la facoltà di anticipare, durante il corso di laurea, il periodo di praticantato per l'acceso agli ordini. Per chi è invece già iscritto ad un albo la legge interverrebbe sul regime dei minimi contributivi previdenziali, al fine di introdurre misure agevolative per i giovani professionisti anche attraverso misure compensative interne alla categoria.

Saltano le incompatibilità. Ancora, i professionisti iscritti agli ordini potrebbero in futuro partecipare a più di una società con la facoltà di esercitare anche imprese commerciali. Agli ordini sarebbe fatto divieto di fissare limite all'apertura e all'esercizio di attività professionali regolamentate. Sarebbe, inoltre, soppressa l'incompatibilità tra l'esercizio delle professioni forense e di dottore commercialisti ed esperto contabile nonché tra queste ultime e l'attività giornalistica. Tutte misure che, saltato l'appuntamento di ieri, potrebbero rispuntare nelle prossime settimane o finire nel dimenticatoio. Come le categorie già ieri, alle prime anticipazioni sui contenuti, auspicavano.

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