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Geometri nel futuro

del 30/06/2011
di: Pagina a cura di Gabriele Ventura
Geometri nel futuro
Geometri proiettati nel futuro. Con una sempre maggiore specializzazione, l'obbligo della laurea e più coinvolgimento in opere di interesse sociale. È quanto afferma, tra l'altro, il rapporto sul «Futuro della professione del geometra da qui al 2020», presentato ieri a Verona al Forum nazionale «Euclide 2020. I geometri nel futuro». La ricerca previsionale curata dalla S3.Studium, ha rilevato quali fattori incideranno sul mercato del lavoro dei geometri, quali nuove professionalità saranno imprescindibili e quali invece diventeranno obsolete. L'indagine parte dal presupposto secondo cui la globalizzazione permetterà una circolazione più accelerata delle conoscenze, ma la società sarà più competitiva: uno stimolo per ricercare nell'estetica un nuovo approccio al costruire, con una maggiore attenzione alla storia e al luogo. Sarà così favorita, secondo lo studio, una migliore qualità della vita, la salvaguardia paesaggistica, il contenimento dei consumi energetici e l'impiego di energie alternative. La globalizzazione, inoltre, porterà l'ingresso di nuovi soggetti nel mercato della casa. Da qui al 2020 i geometri dovranno quindi relazionarsi con la popolazione immigrata, il che richiederà ai professionisti del costruire più responsabilità etica e sociale e più coinvolgimento in opere di interesse sociale. Crescerà inoltre, secondo l'indagine, la ruralizzazione della vita urbana (orti urbani, sostenibilità). Il futuro geometra offrirà poi un panorama più ampio di prestazioni e una maggiore elasticità, in particolare grazie all'avvento di nuove tecnologie. La situazione economica nazionale porterà però a una diminuzione della domanda di lavoro e ad un aumento della competizione: sarà richiesta una sempre maggiore specializzazione. Il futuro geometra avrà inoltre una laurea, ma dovrà affrontare dei problemi comuni ad altre professioni come il precariato: una parte del lavoro del libero professionale sarà in effetti di tipo parasubordinato. Quanto all'assetto dell'istruzione e della formazione dei geometri, invece, la ricerca sottolinea come dipenderà dall'approvazione o meno del ddl 3493 e dal riassetto del sistema degli ordini. A seguito della riforma Gelmini, sarà necessaria una forte promozione della figura del geometra, per evitare il declino della professione. Il bagaglio professionale dei nuovi geometri, però, sarà assai più ricco. Il sistema dell'istruzione resterà più lento del sistema produttivo ma, grazie al nuovo ordinamento, questo divario si andrà riducendo. Dalla ricerca è inoltre emerso che il geometra arricchirà la propria cultura umanistica, storica ed estetica. Ma questa evoluzione del profilo non modificherà l'immagine della professione. I programmi scolastici avranno poco effetto sulla cultura dei geometri, che verrà arricchita soprattutto dalla formazione postistituzionale. Il rafforzamento della cultura storica dei geometri sarà infine particolarmente importante nella sua parte più legata al territorio.

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