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Pmi, sostegno all'aggregazione

del 29/06/2011
di: di Benedetta Pacelli
Pmi, sostegno all'aggregazione
Un adeguato sostegno fiscale e finanziario all'aggregazione delle imprese, incentivi ad hoc alla formazione e all'innovazione e poi la definizione di una strategia di medio-lungo termine per il sistema produttivo italiano. La ricetta per la crescita, l'innovazione e l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese per Giorgio Tabellini, presidente di Cna industria, passa anche da qui: attraverso politiche industriali adeguate alle sfide dei tempi, ma soprattutto misurate sulle esigenze specifiche delle pmi. Perché la propensione all'innovazione delle pmi italiane non è inferiore alla media europea ma è necessario mettere in atto scelte strategiche. Proposte che Tabellini ha illustrato al ministro dello sviluppo economico Paolo Romani e a una platea di rappresentanti del mondo dell'artigianato e delle pmi presenti all'incontro ieri a Roma dedicato proprio al tema «Dimensione, innovazione, mercati: sfide e opportunità per la piccola e media impresa». Del resto, se le sfide principali per il sistema produttivo italiano sono proprio quelle della dimensione, dell'innovazione e dell'internazionalizzazione, è necessario potenziare «tutte le soluzioni che rispondono al nuovo bisogno di un giusto dimensionamento di impresa con le quali impostare una strategia vincente per integrare la nostra economia nei contesti mutati dalla globalizzazione dei mercati». Per questo, ha incalzato il numero uno di Cna industria, una delle priorità è quella di rimuovere i limiti di carattere normativo e finanziario che frenano la crescita dimensionale e favorire nello stesso tempo i «percorsi di aggregazione in rete sia verticali sia orizzontali mediante incentivazione sia fiscale sia di accesso al credito dando personalità giuridica alla rete». Ma non solo, perché tra le strategie necessarie c'è anche quella di promuovere percorsi di incentivazione all'innovazione ponendo l'attenzione ai progetti di pmi e all'interno delle commissioni valutative rappresentanti della piccola impresa così come quella di sostenere la formazione per dirigenti e imprenditori per ottenere quella necessaria cultura dell'internazionalizzazione. Occhi puntati, poi, sul tema dell'imposizione fiscale sul lavoro che per Tabellini va abbassata perché sul livelli «troppo alti e non compatibili con la necessità di competere sui mercati internazionali». Infine sul tavolo delle proposte anche il tema dell'Istituto per il commercio estero la cui efficienza, per la Confederazione degli artigiani, va «decisamente» migliorata, soprattutto perché non «attualmente non accompagna in modo significativo le piccole imprese nel percorso di internazionalizzazione». E proprio sull'Ice, ma non solo, è intervenuto lo stesso Romani dichiarando la sua decisa contrarietà alla sua chiusura pensando piuttosto a formulare un percorso di autoriforma, che porti a ridurre le strutture nazionali e a coordinare meglio quelle presenti all'estero insieme alle sedi di altri istituti: «Le imprese che operano all'estero dovranno avere come referente una Casa Italia, mentre in Italia ci deve essere un'unica porta. Non servono 14 uffici in Italia, ne bastano due, l'importante è che le altre regioni siano messe in condizione di lavorare». Dopo aver ricordato quanto è stato già fatto in tema di semplificazione e di dimensione d'impresa Romani è poi intervenuto sul tema della manovra fiscale, precisando come da parte del governo «oggi non ci sia nessuna intenzione di aumentare l'Iva. Non è nella manovra, ma c'è una delega e quindi, in seguito, il governo e il ministro dell'economia decideranno cosa fare», mentre in merito a Basilea 3 il ministro ha condiviso le preoccupazioni delle imprese che temono una stretta al credito. A tirare le somme dei lavori ci ha pensato, infine, Ivan Malavasi presidente nazionale Cna che ha fatto appello al buon senso da parte soprattutto del mondo politico: «Bisogna uscire dalla secche delle sterili polemiche ma è necessario che la politica favorisca la crescita perché per l'imprenditore muoversi nella crescita tra i vincoli non è facile. La rete», spiega Malavasi, «è una delle soluzioni che possono rimettere al centro le imprese che maggiormente soffrono. La rete può rilanciare su alcuni mercati le nostre imprese ma bisogna formalizzarla per farlo diventare uno strumento competitivo per aggredire i mercati. Crescere è possibile», ha incalzato Malavasi, «e gli imprenditori vogliono crescere. Prendiamoci il tempo che serve», ha chiuso infine, «ma facciamolo alla svelta».

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