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Una professione al passo coi tempi

del 29/06/2011
di: La Redazione
Una professione al passo coi tempi
Il futuro della professione dei geometri passa anche dalla normativa che ne regola l'attività. Come rileva il presidente del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, Fausto Savoldi, l'evoluzione tecnologica e l'aumento delle competenze e professionalità mettono il geometra davanti a nuove sfide che necessitano però di una regolamentazione al passo coi tempi.

Domanda. La normativa che regola l'attività professionale dei geometri risale al 1929. Per quali ragioni è passato tanto tempo senza che nessuno mettesse mano a un aggiornamento?

Risposta. Una legge professionale che dura da oltre 80 anni e che ha fatto crescere numericamente la categoria che oggi conta oltre 100 mila iscritti è indubbiamente da considerare una buona legge. Il problema è rappresentato dalle innovazioni tecnologiche sopraggiunte negli ultimi 20 anni che hanno reso le previsioni di quelle norme del tutto incoerenti e distanti dall'attività professionale oggi esercitata dai geometri iscritti all'albo. Le norme tecniche sulle costruzioni, l'individuazione del grado di sismicità del territorio, le regole riguardanti la sicurezza sui luoghi di lavoro e quelle relative al contenimento dei consumi energetici non trovano che un generico riscontro nella normativa del 1929. Ciò nonostante la nostra categoria operi sul mercato con queste competenze e queste capacità. L'adeguamento del regolamento professionale, variamente interpretato dalla magistratura, è divenuto una necessità non più rinviabile. Dopo la riforma della scuola secondaria, che ha sancito tra l'altro la partecipazione della categoria professionale alla formazione dei giovani in collaborazione con le università, il compito di adeguare il regolamento è del ministero dell'istruzione che deve proporlo al ministero della giustizia. Va anche ricordato che altre professioni nate del 1929 (periti agrari e periti industriali) attendono una revisione del proprio regolamento. Con queste categorie intendiamo far nascere un nuovo albo che le comprenda tutte e tre, suddiviso in settori di specializzazione e con accesso garantito da una formazione post secondaria/universitaria e da un esame di stato riferito a ogni settore.

D. Le proposte di legge che sono in attesa di essere esaminate dal parlamento (ddl 1865S e ddl 3493C) hanno suscitato veementi polemiche da parte di esponenti delle professioni più contigue a quella dei geometri. Come è possibile valorizzare il ruolo del geometra senza che altri professionisti se ne sentano lesi?

R. È un problema la cui soluzione diviene oggi particolarmente complessa a causa della crisi economica, che vede un gran numero di laureati ingegneri e architetti alla ricerca disperata di un mercato di servizi professionali che invero i geometri posseggono per tradizione ed esperienza. Le polemiche sorte si riferiscono quasi esclusivamente all'attività edilizia di progettazione e direzione lavori, attività alla quale i geometri si sono sempre dedicati e che riguarda la maggior parte degli interventi sul territorio rientranti nella fascia della «modestia», così come definita nel regolamento. Vi è comunque oggi la consapevolezza che la caratteristica di modestia e di semplicità dell'intervento edilizio debba essere meglio definita in funzione della formazione acquisita e dell'esperienza maturata nel settore. Questo si è tentato di fare attraverso le due proposte di legge all'esame del parlamento: nulla di più, anche per costringere le categorie concorrenti a un dialogo fino a oggi rifiutato. Tuttavia il ruolo professionale del geometra, al servizio delle esigenze tecniche della società, non si esaurisce nella sola attività edilizia, inevitabilmente sovrapposta a quella di altre professioni, ma si espande ad altri settori oggi di vitale importanza: il contenimento dei consumi energetici, la tutela dell'ambiente e del patrimonio storico e culturale, la sicurezza sui luoghi di lavoro. Tutte attività legate all'edilizia che impongono ai geometri un nuovo modo di pensare e organizzare la propria attività professionale, con particolare riferimento all'attività dei giovani che in questi settori si stanno specializzando in numero sempre maggiore, con la determinante presenza delle donne geometra. Va aggiunto che il ruolo del geometra si valorizza sempre più nei settori di attività pressoché esclusivi della professione quali le attività topografiche, catastali, peritali e valutative. In tali settori è stata determinante l'azione formativa e di aggiornamento che la stessa categoria ha promosso utilizzando una straordinaria struttura organizzativa, quella dei collegi provinciali e circondariali, che da anni si occupa di formazione. Un vero e proprio network che non ha pari in altre categorie e che rappresenta un baluardo nei confronti di altre professioni, ma ancor più nei confronti di strutture societarie che oggi pretendono di fornire servizi intellettuali senza averne titolo. Forse di quest' ultimo aspetto dovrebbero occuparsi coloro che «si sentono lesi» dalle iniziative e dalle proposte dei geometri professionisti.

D. L'approvazione di una nuova legge sulla vostra professione, quando avverrà, cambierà certamente moltissimo la situazione dei geometri italiani. Quali altri elementi interverranno nei prossimi anni a modificare il lavoro dei geometri?

R. I geometri italiani, un modello professionale multidisciplinare molto apprezzato all'estero, già fanno quanto la nuova legge dovrà sancire. Come spesso accade, la norma arriva dopo, prendendo atto di una situazione di mercato già ampiamente introdotta e collaudata. In mancanza di norme aggiornate i geometri si sono adattati da soli alle richieste del mercato e hanno già introdotto radicali cambiamenti nella loro attività. Nel settore topografico e di rilevamento si è passati dalla strumentazione ottica a quella satellitare, nella progettazione edilizia si utilizzano i più avanzati criteri di sicurezza e di risparmio energetico, nella attività si valutazione si utilizzano e rispettano standard internazionali che la nostra categoria ha portato in Italia, coinvolgendo il sistema bancario ed economico dello stato. In attesa di un nuovo regolamento professionale la categoria si è posta il traguardo di essere partecipe e protagonista di uno sviluppo sostenibile del territorio e della società, ottenuto mediante l'attenzione all'ambiente, al paesaggio e al nostro patrimonio culturale. Si tratta di una vera e propria trasformazione che nei prossimi anni offrirà straordinarie occasioni di lavoro per le nuove generazioni di tecnici, chiamati a essere il necessario raccordo tra quanto la scienza e la ricerca indicano e il quotidiano agire del cittadino.

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