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Assunzioni e stipendi congelati nella pubblica amministrazione

del 29/06/2011
di: Luigi Oliveri
Assunzioni e stipendi congelati nella pubblica amministrazione
Tagli alla spesa per il pubblico impiego pari a circa un miliardo e mezzo di euro tra il 2013 e il 2016 e risparmi annui a regime per 370 milioni. È questo il conto salato che la manovra economica 2011 chiede al lavoro pubblico, anche se si passerà «all'incasso» successivamente. Infatti, la bozza della manovra rinvia le misure che concretamente porteranno ai risparmi previsti a uno o più regolamenti proposti dai ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e dell'economia e delle finanze.

I regolamenti potranno prevedere una serie di misure. In primo luogo, la proroga di un anno dell'efficacia delle disposizioni in materia di limitazione della possibilità di assumere nuovi dipendenti per le amministrazioni dello stato, a esclusione dei Corpi di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per le agenzie fiscali, per gli enti pubblici non economici e per gli enti dell'articolo 70, comma 4, del dlgs 165/2001. Alla proroga del blocco del turn over si potrà accompagnate, inoltre, la proroga fino al 31 dicembre 2014 delle disposizioni contenute nel dl 78/2010, convertito in legge 122/2010, che limitano la crescita dei trattamenti economici anche accessori del personale delle pubbliche amministrazioni. La norma si riferisce a tutte le amministrazioni, non solo quelle statali. Sarà, comunque, possibile, allentare il congelamento degli stipendi e dei fondi contrattuali, differenziando il regime di contenimento della spesa in specifiche sessioni negoziali, laddove risulti possibile valorizzare e incentivare l'efficienza di determinati settori dell'amministrazione. In terzo luogo, i regolamenti potranno rivedere la fissazione delle modalità di calcolo relative all'erogazione dell'indennità di vacanza contrattuale per gli anni 2015-2017: è verosimile un fermo a tali indennità o ad una loro rimodulazione. La vacanza contrattuale fino al 2015 pare rimanere l'unico istituto, peraltro non di natura contrattuale, destinato a consentire una dinamica di crescita del trattamento economico dei dipendenti pubblici.

Ancora, i decreti potranno contenere norme finalizzate alla semplificazione delle procedure di mobilità del personale tra le pubbliche amministrazioni. L'intento appare chiaro: favorire la redistribuzione territoriale dei dipendenti pubblici, così da rimediare a problemi di carenze in certe amministrazioni, cui fanno fronte eccessi delle dotazioni di altre.

Allo scopo di uniformare la normativa, i regolamenti potranno anche coinvolgere tutti i soggetti pubblici come destinatari diretti delle misure di razionalizzazione della spesa di personale; faranno eccezione solo regioni e province autonome, nonché gli enti del servizio sanitario nazionale.

Infine, la bozza della manovra 2011 assegna al governo una sorta di «delega in bianco»: infatti, i regolamenti potranno prevedere «ulteriori misure di risparmio, razionalizzazione e qualificazione della spesa delle amministrazioni centrali anche attraverso la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure».

Il ministro dell'economia si riserva l'ultima parola sull'efficacia dei regolamenti e delle misure che saranno con essi introdotte. Infatti, qualora i regolamenti stessi non vengano addirittura emanati o permettano risparmi di spesa inferiori a quanto previsto, l'inquilino di Via XX Settembre con proprio decreto disporrà la riduzione lineare delle spese, fino alla concorrenza dello scostamento finanziario riscontrato tra risparmio effettivo e risparmio programmato. Resteranno salvi dalle riduzioni delle dotazioni finanziarie il Fondo per il finanziamento ordinario delle università, nonché le risorse destinate alla ricerca e al finanziamento del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, e, ancora, il fondo di cui alla legge 163/1\985 e le risorse destinate alla manutenzione e alla conservazione dei beni culturali.

Stop, poi, alle sentenze dei giudici del lavoro contrastanti con gli obiettivi di risparmio. Una norma di dubbia legittimità costituzionale, perché nella sostanza depotenzia gli effetti delle decisioni della magistratura ordinaria, stabilisce che qualora provvedimenti giurisdizionali vanifichino gli effetti finanziari utili conseguenti, per ciascuno degli anni 2011-2013, alle disposizioni di cui ai commi 2 e 22 dell'articolo 9 del dl 78/2010, convertito in legge 122/2010 (in tema di riduzione taglio ai trattamenti economici dei dirigenti pubblici e di blocco di alcuni emolumenti ai magistrati) gli effetti finanziari saranno comunque recuperati. Lo schema non chiarisce chi e come provvederà allo scopo, ma chiarisce che nell'anno immediatamente successivo alle eventuali sentenze si opererà nei confronti delle stesse categorie di personale cui si applicano le predette disposizioni, per riproporre comunque i tagli di spesa previsti.

Infine, la bozza di manovra introduce un antidoto alla crescita ingiustificata della spesa, derivante da assunzioni a tempo indeterminato, incluse quelle frutto della stabilizzazione o trasformazione di rapporti a tempo determinato, nonché gli inquadramenti e le promozioni posti in essere in base a disposizioni normative che vengano successivamente dichiarate costituzionalmente illegittime. La manovra chiarisce che tali norme incostituzionali sono nulle di diritto, sicché sarà obbligatorio ripristinare la situazione preesistente a far data dalla pubblicazione della relativa sentenza della Corte Costituzionale. I dipendenti interessati potranno vantare solo il risarcimento del danno, previsto dall'articolo 2126 del codice civile, mentre le amministrazioni potranno rispondere per l'eventuale responsabilità per danno erariale. I dirigenti dovranno obbligatoriamente comunicare agli interessati gli effetti della sentenza sul relativo rapporto di lavoro e sul correlato trattamento economico: insomma, saranno tenuti ad ufficializzare la risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ritirando gli atti nulli emessi nel regime antecedente alle sentenze della Consulta.

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