Sono questi i dati salienti del Rapporto sulla professione di consulente del lavoro, elaborato dal Consiglio nazionale dell'ordine.
Sul territorio le regioni del Sud, isole comprese, confermano il trend di crescita dell'ultimo trentennio sfiorando la percentuale del 40%, mentre si attesta, in categoria, una forte presenza di donne visto che al 31 dicembre dello scorso anno le consulenti del lavoro si attestavano ad oltre il 45% del totale iscritti. Donne del Sud, tra le protagoniste della «nuova» categoria, che si attesta una categoria giovane, visto che gli under 45 sono la maggioranza dei 28.000 consulenti del lavoro: in termini percentuali parliamo del 53%.
Sul fronte operativo significativi i dati dei tirocini attivati dalla Fondazione Consulenti per il lavoro, visto che al 31 marzo sono stati 3.625 i percorsi autorizzati con la stragrande maggioranza, circa il 55%, che si sono trasformati poi in una vero e proprio contratto di lavoro. Una categoria giovane, quindi, che può anche contare su un discreto patrimonio da dedicare, poi, alla previdenza dei consulenti del lavoro. Dal 1971 a oggi, infatti, l'Ente di previdenza ha triplicato i propri iscritti, ha accumulato un patrimonio di 600 milioni di euro erogando circa 8.000 prestazioni, di vario genere, ai propri iscritti.
