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Atti al fisco sempre sottoscritti

del 28/06/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Atti al fisco sempre sottoscritti
Gli atti indirizzati all'Agenzia delle entrate devono essere necessariamente sottoscritti dal legale rappresentante della società oppure da un soggetto terzo (commercialista, responsabile di un'associazione, legale), dotato di una procura speciale o di un altro atto in cui risulti la delega conferita.

Questa una delle precisazioni fornite dall'Agenzia delle entrate con la circolare n. 29/E di ieri, emanata in seguito agli indirizzi espressi nel corso del Modulo di aggiornamento professionale (Map) dello scorso 26 maggio.

Rappresentanza – Nel paragrafo 2), della circolare in commento, avente a oggetto gli adempimenti, l'agenzia ha chiarito che gli atti alla stessa indirizzati dai contribuenti devono essere sottoscritti nel rispetto delle modalità prescritte dalle norme civili.

Di conseguenza, per quanto concerne i cosiddetti «centri autonomi' d'imputazione diversi dalle persone fisiche (società, enti non commerciali ecc.) il potere di rappresentanza è riscontrabile nella possibilità di manifestare la volontà del soggetto non individuale, nei rapporti con i terzi (banche, fornitori, clienti ecc.) e in giudizio; si tratta, pertanto, di un potere avente a oggetto atti con rilevanza esterna, compiuti in nome e per conto del soggetto non persona fisica.

Per l'Amministrazione finanziaria, pertanto, la rappresentanza è attribuita necessariamente al legale rappresentante dalle disposizioni legislative, ma gli atti indirizzati, in particolare, all'Agenzia delle entrate possono essere sottoscritti anche da un soggetto terzo (commercialista, responsabile di un'associazione, legale ecc.) dotato di una procura speciale o di altro tipo di delega.

Interessi passivi – Con riferimento alle disposizioni inerenti alla deducibilità degli interessi passivi, di cui all'articolo 96, dpr n. 917/1986, non era affatto chiaro se, in caso di trasformazione «regressiva» da società di capitali a società di persone, fosse possibile, per quest'ultimo soggetto giuridico, utilizzare le eccedenze riportabili ai sensi delle medesime disposizioni, dovendo ritenere applicabili le disposizioni contenute dagli articoli 55 a 66 del medesimo Testo unico.

L'Agenzia delle entrate ha evidenziato che l'articolo 56 del Tuir formula un rinvio espresso alle disposizioni per la determinazione della base imponibile dei soggetti IRES, fatto salvo quanto prescritto, appunto, dal capo del citato testo unico e che, di conseguenza, l'articolo 61 regola, in tal caso, la deducibilità specifica degli interessi passivi per le società personali.

Pertanto, dovendo limitare la deducibilità degli interessi passivi delle società personali tenendo conto del rapporto tra l'ammontare dei ricavi e dei proventi imponibili e quelli esclusi, alla società trasformata non potranno essere applicate le disposizioni specifiche dei soggetti Ires, con particolare riferimento all'art. 96 (30% del Rol), con la conseguenza che non potendo più utilizzare gli interessi passivi eccedenti riportabili, questi ultimi andranno persi.

Penale – Come indicato dalla stessa Agenzia delle entrate, la clausola penale è disciplinata dagli articoli 1382-1384 del codice civile ed è contemplata nei contratti, quanto le parti contraenti decidono di concordare preventivamente la liquidazione del danno in presenza di un eventuale inadempimento.

La stessa Agenzia è intervenuta per fornire precisazioni sul tema, con particolare riferimento all'individuazione della competenza temporale ovvero all'individuazione del periodo d'imposta in cui si rende possibile dedurre la penale che una parte, nella fattispecie un'impresa, è tenuta a versare nelle casse di altro soggetto, in tal caso un ente pubblico, in violazione agli obblighi contrattuali.

Sul punto, l'agenzia richiama il comma 1, dell'art. 109, dpr n. 917/1986 confermando che, ai fini del rispetto del principio della competenza, devono sussistere due specifici requisiti: quello della certezza, quando si è verificato il presupposto di fatto o di diritto e quello dell'obiettiva determinabilità, con particolare riferimento all'entità degli stessi oneri, con la necessaria e corretta contabilizzazione, nel rispetto dei criteri indicati dall'art. 83 del Tuir.

Pertanto, se la violazione e l'esistenza delle condizioni prescritte si sono avverate nel corso del 2010, la penale dovrà essere imputata nel detto periodo d'imposta (Unico 2011), mentre il provento, derivante da un successivo giudizio favorevole, rappresenterà una sopravvenienza attiva, imputabile al periodo d'imposta in cui avviene la restituzione delle somme pagate.

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