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Licenziamenti, impugnazioni da chiarire

del 25/06/2011
di: Simona D'Alessio
Licenziamenti, impugnazioni da chiarire
Un ritocco alla norma sui licenziamenti dei precari, contenuta nel collegato lavoro, per sgomberare il campo dai dubbi sui termini per impugnarli. È quanto contiene un ordine del giorno, accolto dal governo, presentato martedì alla camera, nel corso dell'esame del decreto per lo sviluppo, che recepisce una sollecitazione del Consiglio nazionale forense. Secondo l'organismo presieduto da Guido Alpa, il testo ha l'obiettivo dirimere l'incertezza dettata dal susseguirsi di norme sulla scadenza del termine per procedere all'impugnativa di licenziamenti e per intervenire sui contratti «flessibili». Il collegato lavoro, ampliando a un insieme di vicende (dai contratti a tempo determinato ai trasferimenti d'azienda, fino all'interposizione di manodopera) il termine di 60 giorni previsto per i ricorsi (per situazioni pregresse il limite era il 23 gennaio scorso), ha inserito una soglia di 270 giorni per il deposito del ricorso, pena l'inefficacia dell'azione. A seguire, il decreto milleproroghe, per impedire l'operatività della norma, ha stabilito che in sede di prima applicazione tale termine acquistasse efficacia a decorrere dal 31 dicembre 2011. Per il Cnf tutto ciò causa incertezze, laddove si parla di «prima applicazione», non chiarendo quale sia la normativa applicabile, senza dar corso alla «sanatoria prefissata, ma introducendo una molteplicità di soluzioni interpretative con danno per la tutela che l'ordinamento ha inteso approntare, e per i professionisti». Rimane il dubbio se «le preclusioni registratesi tra il 23 gennaio 2011 e il 26 febbraio 2011, per effetto del decorso dei 60 giorni per l'impugnativa» possano, o meno essere sanate grazie alla locuzione «in sede di prima applicazione». Allo stesso modo, non è chiaro se il termine per l'impugnativa, sia soggetto alla preesistente normativa (abrogata dal collegato) o alla nuova, la cui applicazione è sospesa. Infine, il Cnf ricorda che non è definito quale sia la disciplina cui far riferimento per i licenziamenti «intimati e impugnati anteriormente alla promulgazione» della legge 183/2010.

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