Non si sono visti tutti, aggiunge, «i vantaggiosi effetti dell'entrata in vigore della riforma previdenziale degli avvocati» (un testo depositato al ministero del welfare nel settembre 2008, approvato a fine 2009 e in vigore dal 1° gennaio dell'anno scorso, che ha stabilito l'innalzamento del contributo integrativo dal 2% al 4% e del soggettivo dal 12% al 14%, nonché un progressivo incremento dell'età pensionabile fino a 70 anni, ndr), lasciando intendere che anche il 2011 potrà rivelarsi un'annata in cui i conti saranno buoni. Resta l'amaro in bocca per le stime poco rosee sull'andamento dei redditi della categoria, che secondo il vertice dell'ente potrebbero scendere, dopo aver toccato una media di 49.807 euro annui nel 2009 (si veda ItaliaOggi del 23/6/2011). «Vogliamo proseguire su questa strada per garantire a tutti gli avvocati la certezza di pensioni dignitose, e per rendere sempre più efficienti ed efficaci le prestazioni assistenziali che forniamo agli iscritti», promette Ubertini, ricordando che l'amministrazione dei beni della cassa non può che essere oculata, poiché si tratta del «patrimonio di tutti».
