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Conti 2010 in salute

del 25/06/2011
di: di Simona D'Alessio
Conti 2010 in salute
Un bilancio da record, con oltre 510 milioni di avanzo di esercizio. E una gestione del patrimonio sana, «che esclude la presenza di titoli tossici, derivati e strutturati», dell'ammontare di 4 miliardi e 600 mila euro. Il consuntivo del 2010 della Cassa nazionale di previdenza forense, approvato ieri all'unanimità dagli 80 delegati nel corso dell'ultima seduta da presidente per Marco Ubertini, rivela che l'ente ha registrato ricavi pari a un miliardo 437.508.295 e uscite per un totale di 927.303.004; dalla sottrazione fra le due voci, si arriva, appunto, a una disponibilità di 510.205.291 euro, con un aumento di ben il 112% rispetto al 2009. «Abbiamo tagliato più di qualche spesa, e in strutture come la nostra, provenienti dall'apparato pubblico, non è semplice», dichiara il numero uno dell'istituto, pronto a lasciare il passo al successore con la fierezza di aver conseguito «un risultato straordinario»; la riduzione dei costi è pari al 6,9% per cento, scesi di a consuntivo sotto il 2% del totale dei ricavi.

Non si sono visti tutti, aggiunge, «i vantaggiosi effetti dell'entrata in vigore della riforma previdenziale degli avvocati» (un testo depositato al ministero del welfare nel settembre 2008, approvato a fine 2009 e in vigore dal 1° gennaio dell'anno scorso, che ha stabilito l'innalzamento del contributo integrativo dal 2% al 4% e del soggettivo dal 12% al 14%, nonché un progressivo incremento dell'età pensionabile fino a 70 anni, ndr), lasciando intendere che anche il 2011 potrà rivelarsi un'annata in cui i conti saranno buoni. Resta l'amaro in bocca per le stime poco rosee sull'andamento dei redditi della categoria, che secondo il vertice dell'ente potrebbero scendere, dopo aver toccato una media di 49.807 euro annui nel 2009 (si veda ItaliaOggi del 23/6/2011). «Vogliamo proseguire su questa strada per garantire a tutti gli avvocati la certezza di pensioni dignitose, e per rendere sempre più efficienti ed efficaci le prestazioni assistenziali che forniamo agli iscritti», promette Ubertini, ricordando che l'amministrazione dei beni della cassa non può che essere oculata, poiché si tratta del «patrimonio di tutti».

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