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Multe in monopolio, accesso interdetto ai privati

del 25/06/2011
di: a cura di Stefano Manzelli
Multe in monopolio, accesso interdetto ai privati
L'accertamento delle infrazioni stradali è una competenza esclusiva degli organi di polizia individuati dall'art. 12 del codice della strada. Spetta solo alle divise infatti l'uso degli strumenti elettronici e dei bollettari mentre ai privati possono essere affidate mere attività di carattere accessorio finalizzate al completamento dei procedimenti sanzionatori. Lo ha ribadito il Ministero dei trasporti con il parere n. 2930 del 27 maggio 2011. L'ingerenza dei privati nella gestione delle multe stradali rappresenta un tema sempre molto caldo, nonostante la recente riforma del codice stradale abbia definitivamente chiarito la linea di confine invalicabile. L'espletamento dei servizi di polizia stradale spetta solo alle forze di polizia nazionale o locale, individuate dall'art. 12 del codice della strada. Questa tipologia di servizi, specifica il ministero, non può essere delegata a terzi e gli apparecchi elettronici di rilevamento devono sempre essere gestiti in proprio dalla polizia. L'unica apertura al mondo dei privati, conclude il parere centrale, riguarda le operazioni di carattere accessorio che in ogni caso devono essere effettuate nel rispetto del codice privacy.

Ricorsi, non serve pagare dopo le censure

Il pagamento della multa stradale effettuato dopo la presentazione del ricorso al giudice di pace produce effetti solo se si accompagna ad una formale rinuncia al proseguimento dell'impugnazione. Lo ha evidenziato la Corte di cassazione, sez. II civ., con la sentenza n. 26153 del 27 dicembre 2010. Un automobilista è stato sanzionato dalla polizia stradale per eccesso di velocità. Contro questa misura punitiva l'interessato ha proposto ricorso al giudice di pace effettuando subito dopo anche il pagamento della multa in misura ridotta. Il magistrato onorario ha accolto le censure annullando l'infrazione ma la cassazione è di contrario avviso. E' però da respingere il primo motivo di ricorso, specifica la sentenza, relativamente alla possibile preclusione del ricorso stradale per pagamento della multa. Come confermato dalle sezioni unite, prosegue il collegio, se l'interessato propone ricorso e successivamente effettua il pagamento dell'importo previsto il giudizio si interrompe solo in caso di espressa rinuncia al proseguimento della vertenza. Non basta pagare la multa quindi ma occorre anche manifestare la propria volontà di interruzione della vertenza davanti al gdp.

Asino al volante pericolo costante

Il soggetto che urta un altro veicolo e poi scappa rendendo difficile anche il controllo alcolico alla polizia può essere sottoposto alla revisione della patente sulla base della semplice segnalazione degli organi di vigilanza. Lo ha chiarito il Consiglio di stato, sez. VI, con la sentenza n. 238 del 17 gennaio 2011. Un autista molto alterato dall'alcol ha urtato lo specchietto di un altro veicolo in transito nell'opposta direzione di marcia, proseguendo imperterrito la marcia. Inseguito e bloccato dal conducente antagonista è stato quindi sottoposto a controlli da parte della polizia risultando particolarmente alterato dall'alcol. Contro il conseguente provvedimento di revisione della patente richiesto dai vigili l'interessato ha proposto con successo ricorso al Tar. Ma il Consiglio di stato ha ribaltato l'esito della vicenda. La revisione della patente disposta ai sensi dell'art. 128 cds è subordinata all'insorgenza di dubbi sulla persistenza, in capo al titolare della patente di guida, dei requisiti fisici e psichici prescritti e della sua idoneità tecnica “senza che assurga a relativo presupposto l'accertamento giudiziale di un illecito penale o amministrativo”.

Possibile il sorpasso del mezzo in fermata

E' normalmente ammesso il sorpasso dell'autobus fermo per consentire il movimento dei passeggeri se questa manovra non è stata espressamente vietata con la segnaletica stradale. Lo ha evidenziato il ministero dei trasporti con il parere n. 789 dell'11 febbraio 2011. La fermata degli autoveicoli in servizio pubblico di linea per trasporto di persone è dettagliatamente disciplinata dall'art. 352 del regolamento stradale che specifica anche le corrette modalità di gestione delle piazzole di sosta. Una provincia ha però richiesto chiarimenti sulla delicata questione ed in particolare sulla condotta di guida compatibile. Se non vi è espresso divieto, specifica la nota centrale, “è consentito il sorpasso di autobus in fermata alle condizioni espresse dall'art. 141/1°, 2°, 3° e 4°, dall'art. 148/1° e 2° e dall'art. 150/1° del codice”. Se le particolari situazioni di traffico o logistiche lo impongono, prosegue la nota, l'ente proprietario della strada può introdurre ulteriori limitazioni con ordinanze ad hoc. Nel caso in cui risulti vietato il sorpasso, conclude il parere, i veicoli devono posizionarsi in coda all'autobus e attendere la salita e la discesa dei passeggeri.

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