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Arriva l'albo unico dei colletti verdi

del 24/06/2011
di: di Simona D'Alessio
Arriva l'albo unico dei colletti verdi
L'unione fa la forza. E, quindi, agrotecnici, biotecnologi e naturalisti scelgono di abbattere il loro «recinto» e, creato il primo albo interdisciplinare italiano, vi convoglieranno tutti gli iscritti. Una decisione che raggrupperà un ventaglio di professionalità impegnate nei settori dell'agricoltura, dell'ambiente e dell'alimentazione in attesa che, con un futuro intervento legislativo, si possano definire all'interno dei segmenti specifici. A presentare il debutto dell'albo dei «colletti verdi» sono stati ieri a Roma, nella sede del Cnel, il presidente del collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati Roberto Orlandi, i vertici dell'associazione italiana naturalisti Maurizio Conti e Domizia Donnini e il numero uno della federazione dei biotecnologi Gianluca Ruotolo.

Le categorie si fregiano di avere due caratteristiche non di poco conto, in questo periodo storico: le iscrizioni sono in aumento (nel periodo 2005-2010 sono cresciuti di oltre il 40% gli abilitati a sostenere l'esame di stato per l'abilitazione alla professione di agrotecnico), in controtendenza rispetto ad altri settori tecnici, e i giovani sono molto ben rappresentati, poiché la prima facoltà di scienze biotecnologiche è nata a Napoli nel 1995 e, oggi, chi ha terminato il percorso di studi ha fra i 23 e i 35 anni. Se la fetta meno consistente è quella dei naturalisti (400), gli agrotecnici sono pronti a superare gli attuali 15 mila, anche grazie alla prossima sessione d'esame (i cui termini scadono il 27 giugno e tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.agrotecnici.it), mentre ai 18 mila biotecnologi nel giro di quattro anni si aggiungeranno i colleghi usciti dagli atenei, per un totale di almeno 40 mila professionisti.

Mentre si pone la prima pietra per l'edificazione dell'albo comune, Orlandi evidenzia come il ministero del welfare abbia giudicato nel 2010 l'Enpaia, la cassa di previdenza autonoma di categoria, al riparo da problemi nell'erogazione delle future pensioni, e il cui saldo sarà sempre positivo; per questa ragione, dichiara, «per ora non ci avvarremo della possibilità di aumentare il contributo integrativo dal 2% al 5%, come stabilisce la legge Lo Presti», varata definitivamente dal parlamento (si veda ItaliaOggi del 16/06/2011). «Nel nostro comparto non si può dire che ci sono troppi professionisti, sostengo invece che ce ne sono troppo pochi ben preparati», osserva, facendo un esempio: «Se a qualcuno capita di aver bisogno di una ricerca fitoiatrica nel proprio giardino, non è in grado di trovare un esperto né via web né cercando sull'elenco telefonico. Al massimo», chiude Orlandi, «può avere fortuna attraverso il passaparola». Grande confusione, poi, regna nel campo delle biotecnologie, giacché Ruotolo ci tiene a precisare che, malgrado ciò che la gente pensa, «non siamo impegnati soltanto a creare organismi geneticamente modificati, ma abbiamo molte altre competenze scientifiche».

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