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Cambia il tirocinio

del 24/06/2011
di: di Benedetta Pacelli
Cambia il tirocinio
Un anno in meno per il tirocinio dei futuri consulenti del lavoro. A patto però che il giovane praticante abbia in tasca una laurea magistrale in una delle classi stabilite da un'apposita convezione tra Consiglio dell'ordine e ministero dell'università. È solo una delle novità che saltano all'occhio scorrendo il nuovo regolamento sulla disciplina del praticantato necessario per l'ammissione all'esame di stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di consulente del lavoro. Il testo appena licenziato dal ministero del lavoro e predisposto sulla base delle indicazioni dello stesso Consiglio nazionale va a sostituire il provvedimento precedente del 1997 confermando comunque in 24 mesi la durata del periodo del praticantato. Ma con delle novità. Il tirocinante in possesso della laurea magistrale in una delle classi individuate dal consiglio di concerto con il ministero dell'università, infatti, potrà chiedere una riduzione di un anno del praticantato a patto, però, che durante il corso di studi abbia svolto un tirocinio non inferiore a sei mesi ed esclusivamente presso uno studio di un consulente del lavoro con il riconoscimento di almeno nove crediti formativi. Sarà, poi, una successiva convenzione quadro stipulata tra Miur e Cdl a stabilire come disciplinare in concreto lo sconto. Il nuovo regolamento, che entrerà in vigore dopo 90 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, modifica anche la quantità di ore necessarie, obbligando una frequenza minima di 20 ore settimanali al posto delle quattro giornaliere. Il tirocinio nello studio, poi, potrà essere sostituito per un periodo massimo di sei mesi con la partecipazione ai corsi di formazione organizzati dall'ordinamento professionale esclusivamente in ambito universitario. Pugno duro, invece, sulle verifiche. Queste saranno sempre effettuate dai consigli provinciali, così come prevedeva il dm precedente, ma potranno anche essere realizzate a campione. Le rappresentanze del territorio, infatti, potranno attuare controlli casuali invitando i praticanti a sostenere una prova di valutazione sulle materie oggetto dell'esame di abilitazione. In caso di valutazione negativa il praticante sarà costretto a ripetere il semestre e non potrà farlo per più di due semestri. E dove sarà possibile svolgere la pratica? Il tirocinio può essere svolto presso lo studio di un consulente del lavoro iscritto all'albo da almeno due anni «che operi come libero professionista con attività abituale e prevalente e sia in regola con gli adempimenti previsti dal regolamento sulla formazione obbligatoria». Confermata, invece, la previsione che ciascun professionista non può ammettere contemporaneamente nel proprio studio più di due praticanti e le norme per il trasferimento presso un altro studio, quello di residenza del praticante e la cancellazione dall'apposito registro. Per ciascun praticante, infine, il consiglio provinciale predispone un fascicolo formativo sul quale vanno indicate le attività professionali e formative alle quali abbia assistito o partecipato.
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