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Acquisti online, al consumatore 14 giorni per cambiare idea

del 24/06/2011
di: Anna Irrera
Acquisti online, al consumatore 14 giorni per cambiare idea
Due settimane per cambiare idea su un acquisto effettuato online, anche tramite asta. In base a una direttiva approvata ieri dall'Europarlamento, infatti, i consumatori avranno 14 giorni per recedere da un contratto di acquisto su internet. Entro il termine, sarà così possibile restituire la merce per qualunque motivo. Non solo, i 14 giorni inizieranno a decorrere dal momento di ricezione della merce, anziché dalla conclusione del contratto. Tale diritto è esteso alle aste online (come eBay), a condizione che il bene sia stato acquistato da un venditore professionale.

La direttiva prevede inoltre la predisposizione di un modulo standard di recesso che potrà essere utilizzato da tutti i consumatori dell'Ue in caso di ripensamenti sugli acquisti. Alle nuove regole corrispondono anche limiti temporali più severi per il rimborso. Questo dovrà infatti essere corrisposto entro 14 giorni dal recesso e includerà obbligatoriamente le spese di spedizione.

Le spese di restituzione, invece, potranno essere a carico del consumatore solo nel caso in cui ne sia stato preventivamente informato. Prima dell'acquisto il consumatore dovrà, infatti, ricevere un «chiaro preventivo delle spese di restituzione». In generale, il venditore dovrà farsi carico del rischio di ogni danneggiamento subito durante il trasporto. Il trasferimento del rischio in capo al consumatore avverrà, infatti, al momento della consegna. Le nuove regole si applicheranno, oltre agli acquisti online, anche a quelli telefonici o via posta. Sono altresì inclusi gli acquisti effettuati «fuori dai negozi», come per esempio, quelli a domicilio, per strada, a una festa o nel corso di una escursione organizzata dal venditore.

Per il via libero definitivo alla nuova direttiva sui diritti dei consumatori si dovrà aspettare però fino all'approvazione formale da parte del consiglio dei ministri Ue di settembre. A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Ue (in autunno) gli Stati Membri avranno tempo fino al 2013 per mettere in regola i propri ordinamenti nazionali.

Le norme approvate ieri, mirano, inoltre a aumentare la trasparenza sui prezzi. I venditori saranno infatti obbligati a mettere in evidenza il costo totale del prodotto o del sevizio, incluse quindi, spese aggiuntive. In caso di prezzi poco chiari, gli online shoppers non saranno più tenuti a pagare. Ai venditori sarà inoltre vietato l'addebito di una cifra aggiuntiva in caso di pagamento con carta di credito. La cifra dovrà corrispondere agli effettivi costi sostenuti dal venditore per tale tipo di pagamento. Divieto anche di applicare tariffe telefoniche particolari alle chiamate effettuate dai consumatori per richiedere informazioni relative al contratto. Dovrà applicarsi la tariffa base.

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