ItaliaOggi ha pubblicato il 21 giugno un articolo dal titolo «Situazione delicata alla Siae», annunciando una conferenza stampa indetta da alcuni sindacati presenti nell'Ente, che si è poi concentrata nella contestazione del piano strategico, in generiche accuse di una mancanza di politica culturale, descrivendo la Siae in una situazione economica che non è quella reale, anche se non può non risentire della crisi economica generale che attraversa il Paese. Vorrei precisare che il piano strategico che il Commissario e i Sub Commissari hanno varato, era stato approvato all'unanimità dal precedente Consiglio di Amministrazione sulla base delle linee di indirizzo che, sempre all'unanimità, erano state approvate dall'Assemblea degli Associati. È un piano certamente complesso che implica razionalizzazioni dei costi, ma anche importanti investimenti sulle tecnologie e sulla formazione e riqualificazione del personale, nonché una mappatura della nostra rete territoriale, una realtà unica tra le società d'autori europee, che rappresenta un valore strategico per la società e che da troppi anni è abbandonata a se stessa.
L'efficacia degli interventi sinora realizzati è dimostrata dalla previsione di chiusura dell'anno 2010, dove si è passati da una previsione dei primi 3 mesi del 2010 di meno 10 milioni di euro a meno 1 milione di euro, per quanto attiene la gestione caratteristica al netto di partite straordinarie che stiamo attentamente valutando.
I dati della Siae sono e restano improntati alla massima trasparenza e le proposte per i lavoratori restano finalizzate alla tutela del bene primario che era e resta il posto di lavoro.