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Casse, i costi della crisi ai raggi X

del 23/06/2011
di: di Ignazio Marino
Casse, i costi della crisi ai raggi X
Ora il ministero del lavoro vuol conoscere direttamente dalle casse dei professionisti tutti i costi della crisi finanziaria. Con la nota protocollo 10956 del 20 giugno 2011, la direzione generale per le politiche previdenziali ha chiesto agli enti autonomi di fornire entro il prossimo 31 luglio una serie di informazioni piuttosto dettagliate al fine di monitorare la composizione delle riserve patrimoniali degli enti ex dlgs 509/94 ed ex dlgs 103/96 a garanzia delle prestazioni previdenziali. Nel mirino ci sono i costi e le spese delle ristrutturazioni degli investimenti, i compensi agli advisor e le modalità di selezione degli stessi nonché le analisi di rischio effettuate. Ma non solo. Per arrivare a conoscere meglio la situazione all'interno delle gestioni, il ministero invita i suoi rappresentanti presso i collegi sindacali delle casse «a verificare il corretto e puntuale adempimento del contenuto della nota nonché a vigilare affinché le conseguenti informazioni siano periodicamente poste a conoscenza degli organi di indirizzo, di gestione e di controllo degli enti».

Vigilanza più intensa. Risale a qualche mese fa la conclusione dell'indagine parlamentare con la quale la Bicamerale di controllo sugli enti gestori ha messo a fuoco per filo e per segno l'esposizione degli istituti pensionistici sui mercati finanziari: 125 milioni investiti su Lehman Brothers (la banca d'affari americana fallita nel 2008) e oltre 5 miliardi impegnati in titoli strutturati (si veda ItaliaOggi del 10/12/2010). Una situazione che non ha mancato di sollevare, in prima battuta, più di qualche critica ai singoli presidenti i quali, colti del tutto impreparati allo tsunami finanziario, si sono difesi spiegando che i titoli acquistati erano certificati come sicuri. Preso atto delle «evidenti perdite», come si legge chiaramente nella nota, il ministero va dunque oltre la mera ricognizione. Anche perché, nel 2010 il ministero aveva chiesto già la compilazione di una serie di tabelle per conoscere la composizione degli investimenti effettuati negli anni 2008-2009. Oggi si chiede di fornire un quadro aggiornato dei portafogli e, per coloro che in prima battuta non l'avevano fatto, di fornire anche i dati del trienni 2008-2010.

Le spese ai raggi X. Sulla base dei bilanci consuntivi relativi agli esercizi finanziari presi in considerazione si invitano gli istituti previdenziali a fornire dati dettagliati sia «sulla consistenza del fondo appostato a copertura dei rischi sugli investimenti mobiliari che l'ammontare dell'eventuale perdita sugli predetti investimenti. Al riguardo si precisa che qualora nei citati dati sia presente un accantonamento al fondo perdita riconducibile ai fondi immobiliari dovrà essere data separata evidenza. In ordine agli strumenti finanziari che hanno subito «evidenti perdite» si chiede di fornire dettagliati elementi di conoscenza sulle operazioni poste in essere dagli enti (ristrutturazioni, allungamento scadenza, rinegoziazioni titoli ecc.) e i relativi costi evidenziando separatamente le spese, comunque denominate, corrisposte per ovviare/ridurre l'entità delle perdite. In particolare, si richiede di specificare l'entità delle spese per i compensi riconosciuti agli advisor, le modalità di selezione degli stessi nonché le analisi di rischio effettuati».

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