Domanda. Lei è stato sicuramente il maggior rappresentante del «fronte del no», da chi è stato sostenuto?
Risposta. Da nessuno. Siamo stati lasciati soli. Quasi nessun politico ha mostrato la faccia per difendere una scelta, quella nucleare, che a caldo sembra pericolosa e sicuramente impopolare, ma è l'unica a poter davvero far diminuire la dipendenza italiana dal petrolio, così da far calare le emissioni di gas nocivi nell'atmosfera. Sono stato l'unico a metterci la faccia. Spesso in tv mi sono trovato contro anche qualche parlamentare di centrodestra che quella legge (sul nucleare, ndr) l'aveva approvata e votata. Una sconfitta annunciata che ci ha visti soli lottare contro i mulini a vento. Quel vento tanto enfatizzato mai stato in grado di liberarci dai combustibili fossili.
D. Come giudica la campagna di informazione?
R. Altamente scorretta e faziosa. Una vera e propria campagna di terrorismo mediatico. Quello che ci ha irritato di più però, sono state le menzogne di tanti pseudo ambientalisti, guarda caso tutti schierati da una parte politica. Hanno furbamente contrapposto le rinnovabili all'atomo pur sapendo perfettamente che queste sono solo di supporto e non bastano a risolvere il problema. Nessuno di loro ha mai detto che il nucleare serve a sostituire il petrolio. Non hanno, guarda caso, mai nominato né carbone né idrocarburi.
D. E i media?
R. Hanno retto il gioco all'ambientalismo «nobile». Mai parlato dell'impatto delle centrali termoelettriche e mai hanno invitato l'unica associazione ambientalista che aveva altro da dire in studio a controbattere i soliti noti.
D. Il referendum è perso, ma quello riguardante il nucleare lei ha dichiarato di non ritenerlo giuridicamente valido
R. Vero. Lo ritengo un assurdo giuridico indegno della nostra cultura democratica. Gli italiani all'estero hanno votato un quesito differente dai loro connazionali in patria. Anche qui ci siamo spesi senza risparmio. Abbiamo presentato ricorso alla Corte costituzionale, fatto un picchetto sotto il palazzo della consulta, consegnato un appello a Napolitano e potremmo ricorrere al Tar del Lazio per rendere nulla tale consultazione. Soli, sempre da soli. Ma non ci arrendiamo, combatteremo gli idrocarburi senza se e senza ma.
D. Perché questo atteggiamento da parte della stampa?
R. Per una serie di ragioni, prima di tutto la questione energetica si è trasformata in una sfida politica al governo. Poi perché quegli enti preposti a divulgare una cultura energetica, tipo Sogin, Enea o Ispra, hanno brillato per la loro assenza. Questa, a mio avviso, deve essere l'occasione per riconsiderare il loro ruolo.
D. Per il futuro prossimo cosa prevede?
R. Temo una sterzata verso un ambientalismo radicale di tipo Vendoliano che oltre a rallentare lo sviluppo del paese e a far male ai portafogli degli italiani, finisce paradossalmente con il danneggiare anche l'ambiente e il territorio.
D. Un esempio?
R. Oltre la questione energetica basti pensare alla folle campagna contro i termovalorizzatori. Inquinano quanto una centrale elettrica di media potenza e distruggono i rifiuti non riciclabili che altrimenti finiscono nelle discariche e, quando queste sono colme, nelle strade, tipo quelle di Napoli. Credo che quanto accade sia spesso frutto della disinformazione e i risultati del referendum ne sono la prova.
D. E voi di FareAmbiente avete fatto qualcosa per tale situazione?
R. Certo. Siamo stati per esempio, promotori della legge 210 del dicembre 2008 che trasforma l'educazione ambientale da astratto concetto civico in materia scolastica che ha lo scopo di formare ed educare i giovani al rispetto del territorio, all'importanza della conservazione di un ecosistema sano e alla realizzazione di tutte le pratiche utili per l'attuazione del ciclo completo di rifiuti. A tutt'oggi però, i corsi ancora devono iniziare, quindi ci faremo presto sentire dai due ministeri competenti, ambiente e pubblica istruzione, affinché provvedano al più presto. Spero di trovare il consenso di cittadini onesti e coerenti per le nostre battaglie, perciò lancio un appello a iscriversi a FareAmbiente. Per chi ci volesse conoscere meglio lo invito a visitare il nostro sito www.fareambiente.it ove sono illustrate tutte le iniziative del movimento.
