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Riscossione-trappola a Napoli

del 21/06/2011
di: La Redazione
Riscossione-trappola a Napoli
Le tasse versate dai cittadini napoletani, per una somma complessiva di circa 32 milioni di euro, finivano sui conti delle società che dovevano riscuoterle e non nelle casse del Comune di Napoli. È lo scenario che emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano, Micaela Curami, nei confronti di Gabriella Amati, Angelo Maj, Stefano Gobbi, Roberto Toia e Giorgio Martinato. In particolare, spiega il gip, la società Aip, fallita nel 2009, «nonostante non si occupasse più della riscossione dei tributi, ha continuato a percepirli, avendo omesso di chiudere il conto corrente postale dedicato alla riscossione dei tributi e mantenendolo invece aperto sino alla data di apertura del fallimento». «Dal 2005», osserva il gip, «Aip ha continuato a ricevere sul suo conto corrente postale, i contributi versati in buona fede dai contribuenti». Dopo che ha cessato di essere il gestore diretto dei tributi, il comune ha deciso di costituire una società mista individuando come partner proprio Aip con la quale ha costituito la Elpis srl. Ma Aip anziché riversare i tributi a Elpis o al Comune (titolare delle somme), «via via che si accumulavano gli importi provvedeva a trasferirli con assegni o bonifici sul altri suoi conti correnti, confondendoli nel suo patrimonio finanziario».
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