Consulenza o Preventivo Gratuito

Gli studi spia per il fisco

del 21/06/2011
di: Pagina a cura di Debora Alberici
Gli studi spia per il fisco
Applicabilità ad ampio raggio del redditometro per calcolare l'Irpef dei professionisti. È infatti valido l'accertamento nel caso il fisco presume che mantenere tre studi sia una fonte di reddito maggiore.

È quanto si evince da un'ordinanza (numero 13558) della Corte di cassazione depositata il 20 giugno 2011, con la quale è stato respinto il ricorso di un dentista.

In particolare l'uomo era stato invitato a rispondere a un questionario. Poi l'ufficio aveva spiccato l'accertamento sulla base dei coefficienti presuntivi. Lui si era difeso sostenendo che mantenere tre studi era un indice di maggior spesa. Ma l'ufficio ha risposto negativamente affermando che questo dato non poteva che essere interpretato come indice di maggior reddito.

Dello stesso avviso la commissione tributaria provinciale di Lecce che ha convalidato l'atto impositivo. Così la Ctr pugliese.

A questo punto il dentista ha presentato ricorso in Cassazione ma lo ha perso.

Secondo la difesa la commissione regionale avrebbe sbagliato a considerare sufficiente la motivazione dell'avviso di accertamento perché, si legge nella memoria depositata al Palazzaccio, le giustificazione del contribuente non sarebbero state tenute in debito conto. Non solo. Il dentista ha inoltre denunciato un vizio di motivazione «per avere il giudice di secondo grado affermato apoditticamente che l'accertamento era adeguatamente motivato, senza dar conto dell'iter logico seguito».Ma nessuno di questi motivi ha convinto gli Ermellini. Infatti, anche in questo caso, dice Piazza Cavour, il coefficienti presuntivi trovano legittima applicazione «sulla base della disamina critica delle giustificazioni addotte dal contribuente ritenendole infondate in quanto il mantenimento di tre studi professionali in tre luoghi diversi dava luogo ad aumento di spesa quantomeno compensate dall'aumento complessivo della clientela pena la antieconomicità del sistema adottato, sicché l'adozione di un criterio ritenuto valido dal contribuente stesso in presenza di uno studio singolo risultava corretta». La stessa Procura della Suprema corte, nell'udienza tenutasi al Palazzaccio lo scorso 18 maggio, ha chiesto alla sezione tributaria di respingere il ricorso del dentista.

vota