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Cattivi pagatori cancellati, rischio restrizione del credito

del 18/06/2011
di: Valerio Stroppa
Cattivi pagatori cancellati, rischio restrizione del credito
L'emendamento al dl sviluppo che prevede la cancellazione «easy» dei cattivi pagatori in caso di regolarizzazione dei pagamenti produrrà l'immediata restrizione dell'accesso al credito alle famiglie e alle imprese. Ciò in quanto gli istituti di credito non sarebbero più in grado di distinguere chiaramente i soggetti affidabili da quelli che non lo sono. Ad affermarlo è l'Aisrec, l'Associazione italiana delle società di referenza creditizia a supporto degli istituti bancari e finanziari. L'emendamento stabilisce che in caso di regolarizzazione dei pagamenti le segnalazioni relative a ritardi di pagamenti da parte delle persone fisiche o giuridiche già inserite nelle banche dati devono essere cancellate entro cinque giorni lavorativi dalla comunicazione da parte dell'istituto che ha ricevuto il pagamento (da effettuarsi entro e non oltre sette giorni dall'avvenuto versamento). Una norma che, per Aisrec, «sortirebbe risultati esattamente opposti e contrari alle finalità perseguite dal provvedimento, producendo inevitabili restrizioni e danneggiando i buoni pagatori, ossia il 95% dei consumatori e delle imprese italiane». Verrebbe a mancare «una parte essenziale delle informazioni creditizie». In tale scenario, i database mediante i quali le banche e gli enti finanziari valutano il merito creditizio dei richiedenti rischiano di perdere attendibilità. Gli intermediari potrebbero così attuare politiche di credito restrittive. «Il sistema finanziario si troverebbe monco della fonte informativa primaria», dice Aisrec, «non solo in fase di valutazione del rischio di credito ma, soprattutto, in fase di monitoraggio giornaliero del rischio stesso». Un'asimmetria informativa a sfavore delle banche che potrebbe anche portare a un rialzo dei tassi medi applicati. Il possibile effetto credit crunch stimato dall'associazione sarebbe pari allo 0,5% del pil. L'emendamento prevede anche che le segnalazioni già registrate, se relative al mancato pagamento di rate mensili di numero inferiore a sei o di un'unica rata semestrale, dovranno essere estinte entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. «Per tutelare le famiglie non insolventi e solo in difficoltà congiunturale, pertanto, non ha senso restringere il credito per la stragrande maggioranza dei consumatori», dicono il presidente Aisrec, Enrico Lodi, e il consigliere direttivo Fabrizia Giacomini.

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