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Verifiche fiscali extra time

del 18/06/2011
di: di Stefano Loconte
Verifiche fiscali extra time
Verifiche extra time in azienda. E lo Statuto del contribuente vacilla. Il decreto sviluppo (dl 70/2011) approvato in commissione alla Camera e che lunedì sarà al voto dell'aula (probabile la fiducia) modifica lo Statuto del contribuente (legge 212/2000), aggiungendo dopo il secondo periodo del comma 5 dell'articolo 12 il seguente: «Il periodo di permanenza presso la sede del contribuente di cui al primo periodo, così come l'eventuale proroga ivi prevista, non può essere superiore a quindici giorni lavorativi e contenuti nell'arco di non più di un trimestre in tutti i casi in cui la verifica sia svolta presso la sede di imprese in contabilità semplificata e lavoratori autonomi. In entrambi i tali casi, ai fini del computo dei giorni lavorativi, devono essere considerati giorni di effettiva presenza degli operatori civili o militari dell'amministrazione finanziaria presso la sede del contribuente». Si tratta di uno stravolgimento dell'orientamento giurisprudenziale divenuto ormai prevalente nelle Commissioni tributarie (la Cassazione non risulta ancora esserci pronunciata sull'argomento) in base al quale il termine di permanenza degli operatori deve essere inteso nel senso di giorni lavorativi e consecutivi di durata della verifica e non come giorni di effettiva permanenza dei verificatori presso la sede del contribuente. Non solo. Un intervento tramite decreto legge configgerebbe con l'art. 1 dello Statuto, il quale prevede testualmente che le disposizioni della legge «costituiscono principi generali dell'ordinamento tributario e possono essere derogate o modificate solo espressamente e mai da leggi speciali». Si tratterebbe insomma di una violazione della forma, oltre che, come visto, della sostanza della legge. Attraverso l'aggiunta del periodo di cui sopra, infatti, si tenta la modifica surrettizia anche della disposizione di cui al primo periodo del comma 5 dell'articolo 12 della legge. La dicitura «In entrambi i tali casi» elimina ogni dubbio in merito alle modalità di computo dei giorni sia con riferimento ai contribuenti con determinati requisiti dimensionali e soggettivi (imprese in contabilità semplificata e lavoratori autonomi) sia relativamente a tutta la platea degli altri contribuenti che continuano a vedere applicata nei loro confronti la precedente versione del comma 5. In sostanza, quindi, se da un lato va rilevato che il legislatore introduce precisi limiti alla durata delle verifiche nei confronti di contribuenti aventi i citati requisiti soggettivi e dimensionali, dall'altro appare evidente la penalizzazione di tutti gli altri contribuenti, nei cui confronti le verifiche, in sostanza, sono destinate ad allungarsi praticamente all'infinito (teoricamente una verifica potrebbe anche durare cinque anni, effettuando un giorno di permanenza effettiva al mese presso la sede del contribuente). Sotto il profilo temporale, in assenza di qualsivoglia specificazione in merito, la nuova disposizione legislativa non potrà che applicarsi solo alle verifiche ancora da effettuare, restando escluse fattispecie già concluse e, magari, attualmente oggetto di contenzioso. Per ottenere l'effetto retroattivo e la conseguente applicabilità a tutti i rapporti in corso con la sola eccezione dei c.d. «rapporti esauriti», la nuova disciplina avrebbe dovuto essere qualificata come di interpretazione autentica e tale qualificazione (secondo la giurisprudenza della Corte costituzionale) non può essere sottointesa ma deve espressamente ricevere tale denominazione. Nessuna novità, invece, sotto il profilo degli effetti della violazione della normativa: il legislatore continua a non prendere posizione in merito alle conseguenze che derivano sul procedimento amministrativo nel momento in cui viene violato il termine della durata della verifica. In tal caso, pertanto, non si potrà che continuare a ritenere applicabili i principi sanciti dalla giurisprudenza attuale, secondo la quale la verifica fiscale realizzata in violazione delle previsioni del comma 5 dell'articolo 12 deve considerarsi nulla con conseguente inutilizzabilità ai fini dell'emissione del successivo avviso di accertamento di tutti i dati acquisiti in violazione di legge. Tanto in applicazione del principio generale secondo il quale l'acquisizione di un documento in violazione normativa non può rifluire a vantaggio del detentore, che sia l'autore di tale violazione o ne sia comunque direttamente o indirettamente responsabile.

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