La partita su Agea. L'Agenzia guidata da Fruscio, in questi giorni, è impegnata anche in un'altra partita. La macchina Agea funziona attraverso due bracci operativi. Uno è Agecontrol spa, che svolge controlli sui destinatari degli aiuti e sul mercato ortofrutticolo. L'altro, ben più importante, è Sin (il Sistema informativo agricolo nazionale), che ha in carico la gestione della piattaforma informatica Sian. Un cervellone, che gestisce i fascicoli aziendali delle imprese agricole e si rapporta con i Caa (primi interlocutori degli operatori agricoli), anche per la quantificazione e l'incasso dei premi Pac. Il Sin, però, nonostante la mole di interessi e denaro di cui si occupa, ha la struttura societaria di una srl. Dove, il 51% è in mano ad Agea. E il 49% è in mano a un raggruppamento temporaneo di imprese, scelto a seguito di una procedura di gara monstre, per una durata contrattuale di nove anni. Del cosiddetto «socio privato», fanno parte Almaviva (20,02%), Auselda (10,01%), Sofiter (5,01%), Telespazio (4%), Cooprogetti (3,5%), Ibm (2,55%), Agriconsulting (3,01%) e Agrifuturo (0,9%). Da qualche tempo, però, tra Agea e socio privato si assiste a un duello senza esclusione di colpi. Da un lato, Fruscio accusa Almaviva & co. di inefficienze nella gestione del Sian, che avrebbero provocato ritardi nella erogazione degli aiuti alle imprese agricole, e si spinge a minacciare una prossima risoluzione del contratto (si veda ItaliaOggi del 18/5/2011). Dall'altra, si fanno sempre più insistenti le voci di un disegno del direttore generale del Sin, Paolo Gulinelli, per chiudere col socio privato e incamerare integralmente la gestione del Sian in capo ad Agea, trasformando il Sin in una società operativa. Una sorta di Sogei dell'agricoltura (si veda ItaliaOggi del 21/5/2011). Ipotesi questa, che troverebbe un riscontro nel recente sovradimensionamento degli organici Agea, per via di assunzioni di professionalità informatiche, deputate a gestire compiti, finora affidati al socio privato.
Di contro, va anche detto che Almaviva spa (la capogruppo del raggruppamento temporaneo d'imprese, partner di Agea) ha tra i suoi azionisti anche le organizzazioni agricole principali. Cioè Coldiretti, Confagricoltura e Cia. Tutte e tre le «sindacali» detengono partecipazioni al capitale sociale di pari entità: 1.093.172 azioni ordinarie ciascuna, per un capitale investito pari a 1.093.172 euro a organizzazione. E questo, in molti osservatori, solleva perplessità. L'interrogativo è se possa, il controllore (Sin srl, partecipato Almaviva) esercitare, senza conflitto d'interessi, il suo compito di sorveglianza sul controllato, (l'azienda agricola, ndr), senza essere influenzato dal fatto, che le organizzazioni di rappresentanza dei controllati siano nel capitale sociale del controllore. Sia come sia, la situazione attuale sembra superare questo nodo. Infatti, secondo Fruscio, il bilancio Agea, «ad oggi non è più in grado di far fronte a tutti gli impegni», anche perchè, «al contenimento dei costi ha contribuito anche la riduzione dei controlli al minimo richiesto dalla Ue». E ciò «rischia di incrementare a fine anno il valore delle rettificazioni adottate dalla Commissione». Cioè le revoche dei contributi erogati. Ovviamente, Fruscio si oppone a qualunque idea di commissariamento: «A fronte di una simile ipotesi io reagirò nell'interesse dell'ente, che non può essere mortificato e violentato così gravemente e definitivamente», ha avvertito.
Peraltro, due giorni fa, il presidente Agea ha segnato un punto a suo favore. Infatti, il cda dell'agenzia è riuscito ad approvare il bilancio consuntivo, nonostante l'assenza di due dei cinque membri: i consiglieri Francesco Baldarelli e Carlo Liviantoni. A favore hanno votato il presidente Fruscio e il consigliere Giorgio Piazza. Contro si è espressa Maria Antonietta Mazzone, che però, con la sua presenza, non ha fatto mancare il numero legale. Cosa che avrebbe aperto al commissariamento, per mancata approvazione del consuntivo. Nonostante ciò, Agea potrebbe essere ancora oggetto di commissariamento, qualora il ministro intenda procedere per mancata attuazione dello Statuto. L'Agenzia, infatti, è ancora priva di un direttore generale, dopo la mancata nomina di Alberto Migliorini, dirigente Agea di primo livello, proposto da Fruscio. Ma bocciato dal cda, che gli preferiva il direttore di prima fascia, Giancarlo Nanni (si veda ItaliaOggi del 2/10/2010).
La questione quote latte. Sullo sfondo resta il nodo delle multe non versate dagli splafonatori di quote ad Agea. Il ministro Romano ha, temporaneamente, congelato la riscossione coatta delle multe, avviando una nuova indagine per la quantificazione del dovuto. E ha designato Fausto Martinelli al ruolo di nuovo commissario straordinario alle quote latte. Il Consiglio dei ministri, però, non ha ancora ratificato la sua nomina. E i mandati di riscossione affidati da Agea a Equitalia non risultano ancora arrestati; resta dunque scoperta la poltrona lasciata dal dg Sin, Paolo Gulinelli, ultimo commissario straordinario quote latte, il cui mandato è terminato il 15 maggio scorso. Un nuovo terremoto in Agea toccherebbe inevitabilmente questo nervo scoperto.
Il progetto commissariamento enti vigilati. Dunque, tirate le somme, la strada praticabile al Mipaaf per commissariare Agea è quella del cambiamento degli indirizzi strategici, per «ridefinire compiti e funzioni di tutti gli enti vigilati». Per procedere in questa direzione, però, il ministro Romano dovrà emanare dei «separati atti di indirizzo strategico», per spiegare quali siano le ragioni politiche ed economiche alla base di una scelta, che va a toccare tutte le partecipazioni del dicastero in agricoltura. L'ipotesi normativa di commissariamento degli enti vigilati, studiata dal Mipaaf comporterebbe, entro 45 giorni dalla data di emanazione degli atti di indirizzo strategico, il rinnovo automatico degli organi statutari. E, soprattutto, dei consigli di amministrazione all'interno dei quali verrebbero introdotti cinque nuovi consiglieri. Secondo quanto si legge nel documento di cui ItaliaOggi è in possesso, gli amministratori in tal modo sostituiti o revocati verrebbero anche privati della possibilità di chiedere il risarcimento del danno. La norma allo studio degli uffici Mipaaf, infatti, disapplica l'art. 2383 comma 3 del codice civile. Che prevede il diritto al risarcimento del danno da parte degli amministratori revocati senza giusta causa. Il relativo statuto degli enti, dovrà poi conformarsi, entro lo stesso termine, alle previsioni di cui al comma 12, dell'articolo 3 della legge 244/2007 (Finanziaria 2008).
