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Depositi Iva con garanzia

del 16/06/2011
di: La Redazione
Depositi Iva con garanzia
Per fruire della sospensione dell'imposta sui beni provenienti da paesi terzi e introdotti in un deposito Iva occorrerà garantire il pagamento del tributo. La novità è contenuta in un emendamento al dl sviluppo approvato dalla commissione finanze e bilancio, su cui si voterà la fiducia lunedì prossimo. Un altro emendamento chiarisce che alle cessioni di tabacchi lavorati effettuate nelle fasi antecedenti all'immissione in consumo si applica la disciplina ordinaria dell'Iva, e non il regime speciale monofase.

Depositi Iva. Vengono apportate alcune modifiche alle disposizioni sull'istituto del deposito Iva, contenute nell'art. 50-bis del dl n. 331/93. In primo luogo, viene precisato che i «depositi fiscali», costituenti ex lege depositi Iva ai sensi del comma 1, lett. a) dell'art. 50-bis citato, sono quelli di cui all'art. 1, comma 2, lettera e), del dlgs n. 504/95 (testo unico accise). Analogamente, i «depositi doganali» menzionati al comma 1, lett. b) dell'art. 50-bis sono quelli di cui all'art. 525, secondo paragrafo, del regolamento n. 2454/93 (disposizioni di applicazione del codice doganale comunitario).

La novità più importante concerne l'introduzione nel deposito Iva di beni provenienti da paesi terzi: l'immissione in libera pratica in regime di sospensione dell'Iva sarà subordinata alla previa prestazione di idonea garanzia, commisurata all'ammontare dell'imposta dovuta. Non saranno tenuti a prestare garanzia gli operatori economici autorizzati ai sensi dell'art. 14-bis del regolamento n. 2454/93, nonché i soggetti esonerati dall'obbligo di prestare cauzione ai sensi dell'art. 90 del dpr n. 43/73 (testo unico leggi doganali). Correlativamente, viene previsto che, fino all'integrazione delle informazioni delle banche dati delle agenzie fiscali, il soggetto che procede all'estrazione dei beni dal regime di deposito Iva deve comunicare al gestore del deposito anche i dati relativi alla liquidazione dell'imposta dovuta, anche ai fini dello svincolo della garanzia; la comunicazione dovrà essere conservata dal depositario. Resta da vedere se questo nuovo onere a tutela dell'erario potrà contribuire a superare la preclusione circa la possibilità di fruire del regime sospensivo senza l'introduzione fisica dei beni nel deposito.

Regime Iva sul commercio di tabacchi. Per il commercio di tabacchi lavorati, l'art. 74 del dpr 633772 prevede un regime speciale Iva monofase, secondo il quale l'imposta è dovuta, sulla base del prezzo di vendita al pubblico, dal soggetto che provvede alla distribuzione nel territorio dello stato, mentre sono irrilevanti le cessioni successive. Al riguardo, con risoluzione n. 21 del 15 marzo 2010, rispondendo ad un'istanza di interpello, l'agenzia delle entrate ha chiarito che sono irrilevanti anche le cessioni di tabacchi lavorati che intervengono nelle fasi anteriori all'immissione in consumo da parte del distributore. Tale pronuncia è stata assunta sulla base dell'art. 4 della legge n. 76/1985, il cui contenuto è stato trasfuso, dal 1° aprile 2010, nell'art. 39-sexies del dlgs n. 504/95. Questa disposizione stabilisce infatti che sulle cessioni e importazioni di tabacchi lavorati l'Iva è dovuta, in una sola volta, dal depositario autorizzato che effettua l'immissione in consumo, oppure dal destinatario registrato o dal rappresentante fiscale, con l'aliquota ordinaria applicata sul prezzo di vendita al pubblico depurato della stessa imposta. L'emendamento al dl sviluppo intende integrare l'art. 39-sexies, prevedendo che per le cessioni e importazioni di tabacchi lavorati effettuate prima dell'immissione al consumo l'imposta è applicata secondo le regole ordinarie, ferma restando la possibilità, ricorrendone i presupposti, di avvalersi del regime sospensivo di cui all'art. 50-bis del dl 331/93. La novità avrà effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del dl 70/2011.

Franco Ricca

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