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Giudici tributari a rischio licenziamento

del 16/06/2011
di: La Redazione
Giudici tributari a rischio licenziamento
«Stupore e sconcerto». Sono questi i sentimenti dei giudici tributari nei confronti dell'emendamento al decreto sviluppo che fissa a 180 giorni la durata massima delle sospensive automatiche in caso di ricorso. E che, allo stesso tempo, prevede l'illecito disciplinare a carico del giudice, con la possibilità di configurare il danno erariale, laddove la pronuncia sull'istanza cautelare avvenga dopo il decorso del predetto termine. La giunta esecutiva centrale dell'Associazione magistrati tributari, riunitasi martedì in seduta straordinaria, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che denuncia la «evidente irragionevolezza della norma prospettata», palesandone anche una possibile illegittimità costituzionale in violazione dell'articolo 3 Cost. «Per di più», evidenzia il presidente Amt, Ennio Attilio Sepe, «abbiamo dovuto registrare con sorpresa l'ulteriore emendamento con il quale è passata anche un'integrazione secondo cui in caso di recidiva scatta la rimozione del giudice tributario».

L'Associazione sottolinea che la trattazione anticipata delle richieste di sospensione rispetto alla pronuncia sul merito «è possibile nella previsione della presentazione di esse in casi assolutamente sporadici». Dal prossimo 1° luglio, tuttavia, per effetto dell'esecutività degli accertamenti, è verosimile che ogni ricorso (o quasi) sarà accompagnato da una richiesta di sospensione dell'atto impugnato. In quel caso, secondo i giudici, le istanze cautelari «non potranno certamente non scontare i tempi di trattazione previsti in via ordinaria per i ricorsi nel merito». Che, ad oggi, si attestano a circa un anno. Il ricorso, infatti, dopo essere stato ricevuto da parte dell'ufficio, deve essere iscritto a ruolo e fascicolato, poi trasferito al presidente di Ctp, il quale, compiuto un primo esame di ammissibilità, deve assegnarlo per sorteggio a una sezione; quindi, la segreteria di sezione provvede alla notifica degli avvisi di trattazione per le udienze fissate; il presidente di sezione, a sua volta, dispone l'assegnazione ai collegi e il presidente di ciascuno di essi lo assegna al relatore. «In tale situazione», chiosa Sepe, «non si può configurare una responsabilità del giudice che è l'ultimo anello della catena né tantomeno è possibile ravvisare una responsabilità dell'intero collegio che ha deciso l'istanza cautelare tardivamente». Motivo per cui l'Amt ribadisce i 21 giorni di sciopero già proclamati. L'astensione dei magistrati tributari dalle udienze inizierà nelle giornate del 4, 5 e 6 luglio 2011.

Valerio Stroppa

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