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Credito d'imposta da restituire

del 16/06/2011
di: Daniele Cirioli
Credito d'imposta da restituire
Chi decade dal diritto a fruire del bonus assunzioni sarà tenuto anche a restituire il credito d'imposta già eventualmente usufruito, se non ha garantito per almeno tre anni il posto di lavoro ai neoassunti o in caso di violazioni fiscali, sul lavoro o sulla sicurezza. Lo prevede, tra l'altro, una modifica al dl n. 70/2011 (decreto sviluppo) introdotta in sede di conversione in legge.

Il bonus e la decadenza. La riproposizione dell'incentivo alle assunzioni in sovrannumero nel Mezzogiorno (Molise, Puglia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Sardegna e Sicilia) è prevista all'articolo 2 del decreto per lo sviluppo. L'incentivo, sotto forma di credito d'imposta, è pari al 50% dei costi salariali dei nuovi assunti, sostenuti dal datore di lavoro nei 12 mesi successivi all'assunzione (cioè per un anno). La nuova disciplina prevede tre ipotesi di decadenza dal diritto a fruire del credito d'imposta:

a) se il numero complessivo dei dipendenti risulta inferiore o pari a quello rilevato mediamente nei 12 mesi precedenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del dl n. 70/2011 (anche il riferimento alla «data di entrata in vigore della legge di conversione» è una novità);

b) se i posti di lavoro creati non cono conservati per un periodo minimo di tre anni ovvero di due anni nel caso delle piccole e medie imprese;

c) nei casi in cui vengano definitivamente accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva in materia di lavoro dipendente per le quali sono state irrogate sanzioni d'importo non inferiore a 5 mila euro oppure violazioni alla normativa sulla sicurezza dei lavoratori, nonché nei casi in cui siano emanati provvedimenti definitivi della magistratura contro il datore di lavoro per condotta antisindacale.

La nuova sanzione. Gli emendamenti approvati nel corso della conversione in legge del decreto sviluppo disciplinano una nuova sanzione a carico dei datori di lavoro, in due delle predette ipotesi di decadenza dal diritto al bonus assunzioni. Infatti è previsto che i datori di lavoro siano tenuti alla restituzione del credito d'imposta di cui hanno già usufruito qualora ricorrano le ipotesi b) e c) di decadenza. La restituzione del credito d'imposta, invece, non scatta se la decadenza dal diritto al bonus assunzioni dovesse realizzarsi per la riduzione della forza lavoro (ipotesi a). Gli emendamenti aggiungono, inoltre, che nel caso dell'ipotesi c) di decadenza la restituzione del credito maturato e usufruito è dovuta dal momento in cui è stata commessa la violazione; che il credito d'imposta di cui abbia già usufruito il datore di lavoro che sia sottoposto a una procedura concorsuale è considerato credito prededucibile; che a partire dalla data di definitivo accertamento delle violazioni (ipotesi c) decorrono i termini per far luogo al recupero delle minori somme versate o del maggior credito riportato.

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