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Invito blocca tutto

del 15/06/2011
di: di Nicola Fuoco
Invito blocca tutto
Se l'istanza presentata dal contribuente per instaurare accertamento con adesione è illegittima e, pertanto, inefficace, i termini d'impugnazione vengono sospesi ugualmente nel caso in cui l'ufficio formuli l'invito al contraddittorio. L'instaurazione della procedura, dunque, che può avvenire per iniziativa di entrambe le parti, sospende in ogni caso per 90 giorni i termini per proporre ricorso, e la nullità dell'istanza proposta risulta sanata dall'invito dell'amministrazione finanziaria.

Con queste interessanti motivazioni, la Ctr Lazio (sentenza n.584/39/11 dello scorso 30 maggio) ha risolto una controversia che si era conclusa, in primo grado, con una declaratoria d'inammissibilità per tardività del ricorso proposto.

Entrando nel merito della lite tributaria, la società contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento, aveva provveduto ad inviare istanza di accertamento con adesione all'Ufficio competente. L'amministrazione formulava regolare invito al contraddittorio per instaurare una procedura che, comunque, si concludeva infruttuosamente. Proponeva a questo punto ricorso il contribuente, ovviamente ben oltre il termine ordinario di 60 giorni, considerando utile la sospensione dei termini per 90 giorni che si verifica in caso di tentato accertamento con adesione.

Nel corso del giudizio di primo grado, l'Ufficio resistente si accorgeva che l'istanza di adesione presentata dalla società era stata sottoscritta da persona diversa dal rappresentante legale e, quindi, era assolutamente inefficace ai fini della sospensione dei termini d'impugnazione. Ragionamento questo, avallato dai giudici di prime cure, che concludevano per l'inammissibilità del ricorso perché proposto oltre i 60 giorni.

Di parere opposto la sezione 39 della Ctr Lazio che, nella sentenza in commento, ribalta completamente la decisione di prime cure, con motivazioni che richiamano la lesione dei diritti di difesa del contribuente e i principi di corretta amministrazione e buoni rapporti fisco-contribuente sanciti dalla Legge 212/2000 (Statuto del contribuente).

“L'irritualità dell'istanza proposta”, osserva il collegio laziale, “risulterebbe comunque sanata dall'invito al contraddittorio e dalla relativa attivazione della procedura di accertamento con adesione, avendo l'atto raggiunto lo scopo e dato luogo al tentativo di accordo”. Un'interpretazione differente risulterebbe fortemente lesiva dei diritti di difesa del contribuente che, invitato al contraddittorio, “ha tentato di addivenire ad un accordo con l'amministrazione, con evidenti effetti di compressione dei termini d'impugnazione; ogni altra interpretazione porterebbe a presupporre che l'invito al contraddittorio dell'ufficio dovrebbe intendersi quale atto ingannevole e contrario a principi di corretta amministrazione sanciti all'art.10 L. 212/2000”.

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