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Scudo per i viaggiatori in treno

del 14/06/2011
di: di Luigi Chiarello
Scudo per i viaggiatori in treno
In arrivo una stretta a tutela dei viaggiatori in treno, con multe, che possono arrivare fino a 150 mila euro per le aziende ferroviarie che infrangono le regole a tutela dei passeggeri. Stamane, in preconsiglio, arriva uno schema di dlgs contenente multe salatissime, da comminare a chi lede i diritti dei passeggeri su rotaia. Si tratta di sanzioni legate alle violazioni del regolamento (Ce) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007. Disposizioni, che l'Europa ha definito proprio in merito ai diritti e agli obblighi dei passeggeri dei convogli ferroviari. Le sanzioni, a carico delle imprese ferroviarie, agiscono a 360 gradi. Ad esempio, colpiscono l'impossibilità di effettuare il trasporto di biciclette su treno (da 200 e mille euro), il mancato avviso alla clientela dell'interruzione di un servizio, ad esempio un collegamento (multe tra 2 mila e 10 mila euro), o l'assenza di informazioni sul viaggio fornite al passeggero, per colpa della compagnia ferroviaria o del venditore del biglietto (tra mille e 5 mila euro). Ticket di viaggio. Proprio in relazione alla vendita dei biglietti, lo schema di dlgs stila un lungo listino di sanzioni comminabili, con multe che vanno da mille a un massimo di 20 mila euro. In particolare, una simile sanzione a carico delle imprese ferroviarie scatterebbe per inosservanza delle regole relative alla distribuzione di biglietti legati a servizi di trasporto; siano essi oggetto o meno di un contratto di servizio pubblico. Comunque, lo schema di dlgs impone testualmente che «i canali e le modalità di vendita dei biglietti» debbano «presentare ampie accessibilità e facilità di fruizione. Le imprese ferroviarie», in particolare, dovranno fornire «informazione al pubblico adeguata e trasparente, anche mediante servizi telematici», in merito «ai canali ed alle modalità di vendita dei biglietti nonché alle condizioni e ai prezzi applicati». Qualora, invece, anche solo temporaneamente, non sia disponibile nella stazione di partenza o nei pressi di essa alcuna modalità di vendita dei biglietti e l'acquisto del ticket riguardi l'erogazione un servizio pubblico, il biglietto verrà rilasciato a bordo treno, recita lo schema di dlgs, «senza alcun sovrapprezzo comunque denominato». Se, poi, la compagnia ferroviaria dovesse infrangere il divieto di applicare un sovrapprezzo, verrà colpita da una sanzione compresa tra mille e cinquemila euro. Invece, la mancata informazione ai viaggiatori dell'assenza di una biglietteria o di un distributore automatico in stazione, costerà alle imprese ferroviarie una multa da mille a 5 mila euro. Responsabilità verso i viaggiatori e i loro bagagli. Qui le sanzioni diventano davvero pesanti. Le imprese ferroviarie, che non rispettano gli obblighi minimi di copertura assicurativa a tutela del passeggero saranno soggette a multe fino a 150 mila euro. Qualora, invece, in caso di passeggeri morti o feriti, non venga rispettato l'obbligo di pagamento anticipato di un risarcimento, necessario per venire incontro alle necessità economiche proporzionate al danno subito (come dispone il regolamento Ue), le imprese ferroviarie saranno soggette al pagamento di una multa compresa tra 10 e 20 mila euro, in caso di lesioni del passeggero, e tra 20 euro e 40 mila euro in caso di decesso. Coincidenze, ritardi e soppressioni. In caso di responsabilità per ritardi, perdite di coincidenze o soppressione di treni, l'impresa ferroviaria ha un obbligo ben preciso: «deve rendere conoscibili ai passeggeri, secondo forme e con mezzi idonei, ed anche mediante l'istituzione di servizi su portali internet, le disposizioni concernenti le modalità di indennizzo e di risarcimento».Se non rispetterà quest'obbligo, l'azienda sarà passibile di una sanzione pecuniaria compresa tra mille e 5 mila euro.

Non solo. Sempre in caso di ritardi, coincidenze perse o soppressioni, l'impresa ferroviaria dovrà pagare multe tra duemila e diecimila euro «per ogni singolo evento» verificatosi in violazione degli obblighi previsti dagli articoli 15, 16 e 17 del regolamento europeo. Articoli, che definiscono rimborsi, definizione di itinerari alternativi e indennizzi a tutela del passeggero. Idem, per mancanza di assistenza al viaggiatore in caso di ritardo o interruzione del viaggio e per inosservanza dell'obbligo di fornire servizi di trasporto alternativo. Persone a mobilità ridotta. Una volta approvato il dlgs in questione, le imprese ferroviarie e i gestori delle stazioni, entro i successivi 180 giorni, dovranno comunicare le norme adottate per garantire in modo non discriminatorio il diritto di trasporto di persone con disabilità e di persone a mobilità ridotta. Queste regole, dovranno essere comunicate a un organismo di controllo, che toccherà al ministro delle infrastrutture e dei trasporti individuare. Se tutto ciò non sarà fatto, imprese ferroviarie e gestori di stazione potrebbero subire multe da 500 euro per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo di 100 mila euro.

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