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La famiglia nella riforma Falcone: pronti a dare il nostro contributo

del 11/06/2011
di: di Pamela Giufrè
La famiglia nella riforma Falcone: pronti a dare il nostro contributo
«La riforma fiscale può senz'altro contribuire al rilancio dell'economia se sarà approvato il fattore famiglia». A dichiararlo è Roberto Falcone, presidente dell'associazione nazionale dei tributaristi Lapet per il quale l'intenzione del presidente del consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, di accelerare la riforma fiscale è davvero una notizia interessante. A questo si aggiunge il proficuo lavoro finora svolto dai tecnici responsabili dei quattro tavoli fiscali insediati per la riforma ai quali ha preso parte anche la Lapet. I gruppi di lavoro su sommerso, erosione fiscale, bilancio pubblico e sovrapposizione tra stato sociale e fisco sono ormai pronti a presentare le prime proposte che confluiranno in un documento definitivo. Per il presidente dell'associazione questo potrebbe essere il momento giusto. Ora più che mai è importante riservare alla famiglia lo spazio che merita ed è significativo che questo spazio venga individuato proprio all'interno della riforma del Fisco. Magari proprio l'introduzione del fattore familiare per i nuclei più numerosi può rappresentare il metodo giusto per rimettere in moto l'economia.

La riforma fiscale, quando ancora gli effetti della crisi economica non sono alle spalle, pare si stia avviando verso la giusta direzione: ridurre razionalmente le imposte dirette sulle persone. Il fattore famiglia come proposta di fiscalità sussidiaria che preferisce lasciare alle persone la disponibilità delle risorse economiche evitando quindi la mediazione dello stato nella restituzione di servizi e prestazioni.

La famiglia non ha più bisogno di parole, ma di fatti, ed è per questo che occorre focalizzare l'attenzione sul problema fisco-famiglia. «Oggi», spiega Falcone, «per mantenere un figlio sono necessari da 308 fino a 1.800 euro all'anno. Perciò è importante detassare i nuclei familiari con figli per incentivare le nascite, che in Italia sono sempre meno».

In questo contesto economico e sociale, il fattore famiglia diventa quindi uno strumento estremamente efficace come la Lapet ha già avuto modo di dimostrare nella recente indagine che il centro-studi dell'associazione ha realizzato in collaborazione con l'Università Telma-La Sapienza: «Riteniamo che la famiglia sia il vero volano dell'economia italiana, ma di recente comincia a mostrare segni di cedimento. Per questo è necessario e urgente mettere in campo degli interventi di sostegno alle famiglie ed in particolare di quelle con figli per il bene delle famiglie stesse e dell'intera società». Infatti il fattore famiglia genera un duplice effetto: da un canto la centralità della famiglia nella società, dall'altro la necessità di un sostegno attraverso un «fisco amico» delle famiglie.

L'indagine è stata illustrata nel corso del convegno nazionale su: «Se hai dei figli devi pagare meno - Il fattore famiglia, strumento di equità fiscale e di rilancio dell'economia», promosso a Roma lo scorso 14 aprile 2011 insieme al Forum delle associazioni familiari, che ha elaborato la proposta sul fattore famiglia, condivisa dalla Lapet.

L'associazione ha confermato attraverso numeri e cifre l'utilità di questo intervento fiscale, di semplice applicazione. «Con una manovra da 16,9 miliardi di euro», dichiara il presidente, «possono rientrare ben 2,5 miliardi attraverso il recupero dell'Iva sugli acquisti; 12,7 miliardi grazie alla crescita dei consumi locali; e 3,8 miliardi dai maggiori introiti fiscali generati dall'aumento dei consumi. Si ridurrebbe inoltre di 1 milione il numero di famiglie sotto la soglia della povertà se solo si detassassero i nuclei con figli. E gli effetti maggiori si avrebbero soprattutto nelle città del Sud Italia. Chi paga meno tasse, infatti, avrà più risorse da ridistribuire sul territorio e più consumi significa un ritorno di introiti nelle casse dello Stato, ma anche più crescita occupazionale e meno povertà».

Rilancio dei consumi, ritorno economico e argine alla disoccupazione più che mai necessari alla luce degli ultimi dati Istat. L'Istituto di statistica conferma che in un anno il risparmio familiare ha perso un punto e mezzo e persino la spesa per i beni necessari è in picchiata. Ora, finalmente, sembra che anche il governo abbia compreso l'importanza di porre un argine a questa caduta libera.

In tal senso si era già espresso il sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri, Carlo Giovanardi, con delega alle politiche per la famiglia, intervenendo al convegno Lapet-Forum delle associazioni familiari.

«La famiglia con figli», aveva detto in quell'occasione Giovanardi, «va rilanciata perché è la forza del nostro futuro. Le politiche familiari sono assolutamente necessarie e indispensabili». Giovanardi aveva anche promesso «una campagna a 360 gradi riguardo le famiglie, finalizzata a un serio rilancio delle stesse. Quando nasce una famiglia e qualcuno si sacrifica e mette al mondo dei figli», aveva sottolineato, «non lavora solo per se stesso ma anche per le imprese italiane e per chi figli non ha. Deve per questo esserci l'impegno di tutti in tale direzione».

Dichiarazioni ribadite dal presidente del senato, Renato Schifani, dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e impegno assunto ora dallo stesso ministro dell'economia, Giulio Tremonti, che ha appunto indicato la famiglia come uno dei quattro filoni da sostenere nella riforma fiscale. «Abbiamo contribuito a indicare la strada al governo», conclude il presidente della Lapet, «e ora siamo pronti a mettere al servizio del ministro Tremonti i risultati della nostra indagine: un cantiere aperto al quale i nostri esperti del centro studi continuano a lavorare. Per ottobre infatti sarà pronto un nuovo approfondimento realizzato alla luce degli ultimi e recenti cambiamenti fiscali».

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