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La Toscana mette in rete i saperi

del 11/06/2011
di: di Andrea Settefonti
La Toscana mette in rete i saperi
Formazione, creazione di reti telematiche e informatizzazione, ma anche diffusione della cultura della conciliazione e coordinamento dei professionisti con le Regioni. Sono questi alcuni dei servizi che fanno parte del progetto «La rete dei saperi» per realizzare una rete di strutture consortili multidisciplinari sull'esempio avviato dalla Toscana che ora si prepara a conquistare le altre Regioni. In sostanza si tratta di esportare il modello del Consorzio Professional Service (Cps) Toscana che in poco più di un anno di vita vede l'adesione di 28 tra enti e associazioni professionali e conta di arrivare a 50 entro la fine del 2011. «Sono tre gli elementi forti che caratterizzano la rete dei saperi», spiega Maurizio De Tilla, presidente della Fondazione Carmignani che ieri a Firenze ha partecipato ad un convegno ideato proprio per presentare il progetto insieme a Regione Toscana e Cps. «Si tratta della comunicazione congiunta, della rete di digitalizzazione e della formazione moderna che abbia come base l'etica indivisibile del professionista». Dopo la Toscana, come è stato illustrato a Firenze, le prossime regioni a partire con il Consorzio saranno Umbria, Lazio, Piemonte e Campania. «Si tratta di creare una sorta di decentramento coordinato dalla Fondazione Carmignani», continua De Tilla, «in quanto il decentramento con il conseguente legame territoriale, è il modo migliore per operare da parte dei professionisti». La filosofia che sta dentro al progetto è di «dire no al concetto anglosassone di professionista mercante, i professionisti non sono delle imprese, ma uomini con un valore sociale, con una competenza intellettuali, concreti, con i quali nasce il rapporto fiduciario». Per Massimo Dal Piaz, avvocato, presidente del cda del Consorzio Cps, «la Regione Toscana ha avviato questo progetto molto prima di altri, e adesso si tratta di esportare l'esperienza in altre realtà, di costituire una rete multiservizi su scala nazionale. Il nostro consorzio è oggi rappresentativo di tutte e tre le aree professionali, quella tecnica, la socio sanitaria e quella economico giuridica». «Il consorzio è nato per dare servizi ai professionisti», conclude Dal Piaz, «e vogliamo riuscire, avendo all'interno tutte le professioni, a creare sinergie per abbattere i costi dei servizi. Vogliamo operare secondo il concetto della Gdo secondo cui più siamo, più contiamo e più possiamo avere economie di scala».
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