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Pmi battono cassa

del 11/06/2011
di: di Roberto Lenzi
Pmi battono cassa
Sono già raddoppiate le richieste del 2011 rispetto al 2010 a valere sul fondo per le pmi messo a disposizione da parte della Cassa depositi e prestiti. Fermi 6 miliardi stanziati per la ricerca e sviluppo in attesa dei bandi. Sono solo cinque i progetti approvati dal Fondo italiano d'investimento, a fronte di 500 richieste pervenute ad oggi. Questi sono i principali dati che sono stati comunicati dalla Cdp nel corso di un convegno intitolato «Il finanziamento degli investimenti pubblici e privati: il ruolo della Cassa depositi e prestiti Spa» relativamente ai fondi stanziati dalla Cdp per le imprese.

Finanziamenti a medio cercasi, questo l'imperativo delle imprese. Sono 27 mila le aziende che, al 31 maggio scorso, hanno richiesto il finanziamento con i fondi della Cdp nel 2011. Il numero è praticamente il doppio rispetto a quanto fatto nel corso di tutto il 2010, anno nel quale le richieste sono state solamente 14.135. Sono 4,3 mld impegnati al 31 dicembre 2010 sugli 8 disponibili, cifra che sale a 6 considerando quanto successo nel 2011. I finanziamenti erogati con fondi Cdp sono riservati alle Piccole e Medie Imprese operanti in tutti i settori attività e ubicate su tutto il territorio nazionale. Possono coprire sia investimenti da realizzare e/o in corso di realizzazione, anche sotto forma di leasing, sia l'incremento del capitale circolante, senza limitazioni particolari. Non è previsto un importo massimo di finanziamento concedibile né una durata massima del finanziamento, che rimangono quindi a discrezione della banca concedente. Il finanziamento può essere direttamente in una delle banche che hanno aderito alla convenzione e potrà essere assistito dalla garanzia pubblica fino al 50% offerta da Sace, l'Agenzia di credito all'esportazione. Ovviamente, la garanzia Sace rende più semplice accedere al credito da parte delle pmi interessate. I termini e le condizioni dei Finanziamenti pmi sono negoziati e determinati dalle banche nella loro assoluta autonomia. Rispetto ai canali standard di finanziamento, le pmi hanno un importante strumento a loro vantaggio per far sì che le banche svolgano un'istruttoria trasparente. Infatti, la convenzione Abi-Cdp obbliga la banca che istruisce il finanziamento a comunicare l'eventuale esito negativo dell'istruttoria in forma scritta direttamente alla pmi.

Solamente cinque aziende finanziate dal Fondo italiano d'investimento. Sono solo cinque in tutta Italia le aziende che ad oggi sono state finanziate dal Fondo italiano d'investimento. Questo a fronte di cinquecento richieste di intervento pervenute, di cui duecentocinquanta circa in fase di istruttoria. Il fondo, operativo a partire dal secondo semestre del 2010, si rivolge essenzialmente alle imprese italiane di piccole e medie dimensioni in fase di sviluppo e con ambizioni di crescita, interna ed esterna, con preferenza per lo sviluppo nell'ambito del commercio internazionale. Il Fondo investe generalmente in imprese con un fatturato indicativamente compreso tra 10 milioni e 100 milioni di euro per singola impresa. Il Fondo opera in prevalenza mediante l'acquisto di partecipazioni di minoranza. L'importo di ciascun investimento sarà indicativamente non superiore a 30 milioni di euro.

Fondi per la ricerca, sei miliardi nel freezer. Sono fermi al palo circa 6 miliardi di euro di fondi destinati a finanziare la ricerca e sviluppo. Si tratta delle risorse messe a disposizione dalla Cdp a valere sul Fri, il Fondo rotativo imprese nato grazie alla legge finanziaria per il 2005. Queste risorse sarebbero destinate a cofinanziare i bandi per ricerca e sviluppo, tra l'altro la 488/92 ricerca e il Fit di cui alla legge 46/82, per quanto riguarda la parte di finanziamento a tasso agevolato che accompagna generalmente il contributo a fondo perduto. I fondi risultano attualmente inutilizzati in attesa dei bandi ministeriali che ne consentano l'impiego, unitamente ai fondi da stanziare per la parte di contributo non rimborsabile.

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