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Gdf, verifiche in attesa del dm

del 11/06/2011
di: Antonio G. Paladino
Gdf, verifiche in attesa del dm
Gli accessi e le verifiche della Guardia di finanza proseguiranno ancora secondo le disposizioni vigenti prima dell'entrata in vigore del decreto legge n. 70/2011 (meglio noto come decreto sviluppo). Infatti, non essendo stato ancora emanato il decreto Mineconomia che, ai sensi del citato dl n. 70, dovrà disciplinare le nuove modalità attuative della programmazione degli accessi e delle ispezioni, queste si ritengono «non immediatamente applicabili, se non fino all'emanazione del citato decreto ministeriale». Tuttavia, i militari della Gdf, si asterranno dall'eseguire un controllo o una verifica nei confronti di quei soggetti che dalla banca dati Ser.P.I.Co., risultano essere già stati sottoposti a verifica nei sei mesi precedenti. E' quanto si ricava dalla lettura della Circolare n. 156680 del 26.5.2011, con cui il Comando generale della Guardia di finanza interpreta le nuove disposizioni in materia di controlli e verifiche alle imprese, scaturenti dal decreto legge n. 70/2011. Un'interpretazione, quella contenuta nella circolare della Guardia di finanza, che va oltre le indicazioni diffuse sullo stesso punto dall'Agenzia delle entrate con la nota n. 21577 del 25 maggio scorso (si veda ItaliaOggi del 9.6.2011). A ben vedere, infatti, sul piano della programmazione degli accessi e delle verifiche alle piccole e medie imprese, si rileva che l'articolo 7, comma 2, lett. a) del decreto sviluppo impone ai soggetti coinvolti (la stessa Gdf, l'Agenzia delle entrate e l'Inps) un piano di coordinamento dei controlli fiscali, le cui modalità attuative saranno messe nero su bianco in un apposito decreto del Mineconomia. La nota dell'Agenzia delle entrate sopra ricordata, ha ricordato come l'effettiva e completa attuazione delle disposizioni sui controlli «non possa prescindere dall'emanazione del provvedimento attuativo e dall'adeguamento dei sistemi informatici che consentono lo scambio di informazioni tra le amministrazioni coinvolte». Quindi, in attesa del decreto attuativo, «si dovrà dare immediata attuazione a quanto statuito dal decreto sviluppo», sulla base di quanto gli strumenti a disposizione consentono. In pratica, prima di eseguire un accesso, gli uffici del fisco dovranno verificare nell'applicativo Muv (Modello unificato di verifica), se il soggetto da controllare ha già un analogo controllo in essere da parte degli atri due soggetti. Quanto invece contenuto nella circolare della Gdf, invece, come detto va un po' oltre. Infatti, la mancata emanazione del decreto ministeriale che disciplinerà la programmazione dei controlli, «porta a ritenere non immediatamente applicabili, fino all'emanazione del citato dm, le regole riguardanti la programmazione e il coordinamento dell'attività ispettiva in materia fiscale e contributiva, nonché le conseguenze derivanti dall'inosservanza di queste previsioni». Quindi, anche la previsione ex articolo 7, comma 2, lett. a) n. 4 del decreto sviluppo, ove si prevede l'illecito disciplinare per i dipendenti pubblici che, violando il principio della non ripetizione del controllo per un periodo inferiore al semestre, hanno adottato atti o provvedimenti, anche di natura sanzionatoria, nei confronti di imprese, ad oggi non può essere applicata.

Quindi, per la Gdf, fino all'emanazione del dm, le attività di accesso, ispezione e verifica dei militari, continueranno a svolgersi secondo le norme e le istruzioni contenute nel dpr n. 633772 e nel dpr n. 600/73. Tuttavia, i reparti della Gdf, dovranno astenersi, sin da adesso, ad eseguire accessi presso le imprese, nei confronti delle quali risulti, dalla banca dati Ser.P.I.Co. o dalle comunicazioni Mud, una verifica o un'ispezione eseguita nei sei mesi precedenti (ovvero in corso) da uno dei tre soggetti pubblici coinvolti.

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