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Sistri nella bufera: avvisi di garanzia ai gestori del sistema informatico

del 09/06/2011
di: di Silvana Saturno
Sistri nella bufera: avvisi di garanzia ai gestori del sistema informatico
Il nuovo sistema per la tracciabilità dei rifiuti, detto anche Sistri, finisce di nuovo nella bufera. Stavolta le rogne, per chi è coinvolto nel progetto, non sono più di solo tipo informatico: il rischio è della condanna penale. Tre avvisi di garanzia per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, all'abuso d'ufficio e alle fatturazioni inesistenti sarebbero stati emessi dal procuratore aggiunto di Napoli, Federico Cafiero de Raho, e dai sostituti, Catello Maresca e Marco Del Gaudio, nei confronti all'imprenditore abruzzese Sabatino Stornelli, amministratore delegato della Selex Management, Francesco Paolo Di Martino, ad di Viacom, e Luigi Pelaggi, dirigente del ministero dell'ambiente.

Secondo le indiscrezioni circolate e raccolte da ItaliaOggi, le sedi delle società Selex Management spa, parte del gruppo Finmeccanica, Viacom srl e alcuni uffici del ministero dell'ambiente sarebbero stati perquisiti dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità nell'aggiudicazione dell'appalto per la realizzazione del Sistri (che la società Selex sta appunto sviluppando).

Il dirigente dell'ambiente Pelaggi, braccio destro del ministro Stefania Prestigiacomo nella realizzazione del Sistri, raggiunto telefonicamente da ItaliaOggi riferisce peraltro di essere a conoscenza dell'avviso di garanzia ma di non aver ancora materialmente ricevuto nulla. In una nota diffusa in serata, il ministero difende lo stesso Pelaggi dichiarando che egli «ha sempre agito nell'assoluto rispetto delle normative e della correttezza professionale». Il dicastero conferma l'avvenuto ingresso delle Fiamme Gialle presso le proprie sedi per una richiesta di atti (forniti alle forze dell'ordine), pur smentendo si sia trattato di vere e proprie perquisizioni.

Secondo le indiscrezioni, risulterebbe in particolare che l'affidamento della progettazione, dell'esecuzione dell'infrastruttura del sistema Sistri e la relativa gestione sarebbero avvenuti con affidamento diretto e pertanto in violazione della normativa sui contratti pubblici. Sarebbe perciò intenzione dei pm verificare con quali modalità l'accordo sia stato concluso e le condizioni contrattuali accettate, in particolare il rapporto tra il valore della fornitura di beni rispetto al costo/valore della gestione del servizi.

«Occorre poi», questo quanto sarebbe riportato nel provvedimento relativo agli avvisi di garanzia, «accertare la legittimità della scelta del modulo contrattuale anche alla luce dei rapporti intercorsi tra soggetti legati alla società Finmeccanica e soggetti istituzionali impegnati nelle procedure di aggiudicazione e gestione del Sistri»; infine, sempre secondo quanto riporterebbe il provvedimento circolato ieri, «vanno analizzati l'eventuale affidamento di parte della commessa o di attività di consulenza relativa alla stessa a terzi, la tipologia del rapporto e la gestione delle partite contabili (con particolare riferimento all'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti), atteso che tali circostanze risultano comprovanti la realizzazione dei reati o comunque possono in tal modo acquisirsi elementi utili alle indagini».

Nella nota di replica, il ministero dell'ambiente si è dichiarato «ben felice che la magistratura faccia piena luce sul sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi. Il progetto», si legge, «avviato dal precedente governo, che aveva già effettuato la scelta della Selex, è stato mandato avanti dall'attuale governo, avendone valutata e riconosciuta l'utilità sociale per contrastare l'illegalità nel settore dei rifiuti. Per queste ragioni il Ministero fornirà, come del resto ha sempre fatto, la massima collaborazione alle autorità inquirenti nelle quali nutre la massima fiducia».

Lo spauracchio della condanna penale sul sistema della tracciabilità dei rifiuti è solo l'ultima tessera di un puzzle, quello del Sistri, che pare nato e cresciuto sotto una cattiva stella. Il Sistri, si ricorda, è il nuovo sistema per il monitoraggio dei rifiuti ideato con l'obiettivo di combattere ecomafie e illeciti ambientali attraverso il controllo, in tempo reale, dei materiali di scarto prodotti e movimentati dalle imprese. Il controllo dovrebbe avvenire con l'utilizzo, da parte delle imprese (che finanziano il sistema con il pagamento di un contributo ambientale) di chiavette usb con cui comunicare i dati sui rifiuti, e di “black box”, o scatole nere, piazzate sui camion che trasportano i rifiuti e che così potrebbero essere vigilati anche a livello satellitare.

Anche a seguito delle diverse difficoltà operative e informatiche affrontate per mesi dalle imprese nella gestione di tali strumenti, il Sistri proprio di recente aveva ricevuto l'ennesima proroga della piena entrata a regime del sistema.

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