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Nel 2010 l'euroritenuta in Svizzera crolla

del 09/06/2011
di: Gabriele Frontoni
Nel 2010 l'euroritenuta in Svizzera crolla
Crollo dell'euroritenuta in Svizzera nel 2010. Il ricavo lordo della ritenuta di imposta sui redditi di interessi dei contribuenti dell'Ue nella Confederazione si è fermata lo scorso anno a 432 milioni di franchi, più di cento in meno rispetto ai 534,8 milioni del 2009. «Il 31 marzo 2011 è scaduto il termine di pagamento per le ritenute di imposta sui pagamenti di interessi operate dagli agenti pagatori svizzeri a carico delle persone fisiche residenti in uno Stato membro dell'Ue», hanno fatto sapere da Berna secondo cui i maggiori contribuenti sono stati i tedeschi con 108 milioni di franchi, seguiti dagli italiani con 57 milioni e dai francesi con 49 milioni. Seguono la Spagna (27 milioni) e la Gran Bretagna (18,4 milioni). L'accordo sulla fiscalità del risparmio tra la Svizzera e Ue, entrato in vigore il primo luglio 2005, nei primi tre anni prevedeva il prelievo di una ritenuta di imposta del 15% salita al 20% dal primo luglio 2008. Il 75% del gettito generato dalla ritenuta di imposta Ue va agli Stati beneficiari. Il 25% rimane invece allo Stato svizzero che ne ridistribuisce a sua volta il 10% ai Cantoni. E così, per il 2010, gli Stati membri dell'Ue hanno ricevuto complessivamente dalla Svizzera 324 milioni di franchi. La quota rimasta alla Confederazione è stata invece di 108 milioni di franchi, di cui 97,2 milioni sono stati destinati al governo centrale mentre i restanti 10,8 milioni hanno preso la via dei Cantoni. L'Accordo prevede inoltre la possibilità per i beneficiari dei pagamenti di interessi di scegliere tra la ritenuta di imposta e la comunicazione volontaria alle autorità fiscali. Per l'anno 2010 le dichiarazioni volontarie al Fisco sono invece aumentate, passando da 33 mila a 38 mila. Quello dell'euroritenuta rappresenta un capitolo piuttosto scottante a livello comunitario. Soprattutto dopo l'intervento a gamba tesa del ministro Tremonti che il mese scorso in occasione dell'Ecofin si era scagliato contro la Svizzera colpevole di disattendere i principi ispiratori del prelievo alla fonte. In quell'occasione, il ministro italiano aveva minacciato di bloccare il processo di revisione della direttiva sulla tassazione del risparmio maturato all'estero, richiedendo l'introduzione di sanzioni contro gli Stati o le banche che non la rispettano. Immediata la reazione di Bruxelles che a stretto giro di posta aveva ammesso di aver avviato un'analisi sull'applicazione dell'euroritenuta nei Paesi membri i cui risultati dovrebbero essere pronti entro il mese di luglio.

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