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A confronto sui reati societari

del 08/06/2011
di: di Emiliano Capano* e Antonio Aspirante**
A confronto sui reati societari
La sempre maggiore attenzione da parte della nostra Associazione a tematiche di sicuro interesse per la categoria, fornendo un'informazione approfondita e specialistica sulle responsabilità civili e penali strettamente correlate allo svolgimento delle funzioni di amministratore, sindaco e liquidatore di società di capitali, in particolare di quelle non quotate, ci ha indotti a scegliere «i reati societari» quale argomento di approfondimento del prossimo convegno regionale (si veda locandina in pagina).

All'indomani, poi, del recente disposto della Corte di Cassazione, che con la sentenza n. 15657 del 20 aprile 2011 ha ritenuto fondata l'ipotesi di applicabilità all'impresa individuale delle disposizioni di cui al dlgs 231/2001, la tematica ha assunto una rilevanza ancora più pregnante.

I giudici della Suprema corte, effettuando una inversione di rotta circa la portata applicativa della 231 (fino ad oggi l'orientamento prevalente prevedeva che solo sugli enti dotati di personalità giuridica, strutturati in forma societaria o pluripersonale, potevano farsi gravare gli obblighi ex dlgs 231), hanno precisato, in pratica, che le norme sulla responsabilità prevista nel citato decreto potranno, d'ora in poi, essere applicate anche alla impresa individuale dovendosi quest'ultime assimilarsi a una persona giuridica nel cui interno opera la persona dell'imprenditore. Una esclusione dell'impresa individuale dalla responsabilità amministrativa, «potrebbe infatti porsi, secondo la sentenza, in conflitto con norme costituzionali - oltre che sotto il riferito aspetto della disparità di trattamento - anche in termini di irragionevolezza del sistema

È evidente che il ragionamento della Suprema corte apporta ai disposti della norma in esame un più ampio raggio d'azione, rivoluzionando l'odierna interpretazione e facendo così emergere una implicita inclusione delle imprese individuali tra i destinatari della norma stessa, che proprio in virtù di quanto esposto non possono e non devono ritenersi escluse dall'applicazione dei dettati del dlgs 231/2001, non essendo, tra l'altro, esplicitamente prevista, una norma che ne vieta l'assoggettabilità. Questa grande novità, a nostro modesto parere, merita una doverosa riflessione aprendo spazio a un dibattito di sicuro interesse sull'argomento e le relative implicazioni, che certamente sarà sviluppato nel corso della giornata di studi.

La stessa vedrà la presenza, fra gli altri, di esperti della materia quali: Annalisa De Vivo, appartenente all'area giuridica dell'Irdcec nonché neopresidente dell'Ugdcec di Salerno che si è recentemente distinta con una pregevole pubblicazione riguardante le tematiche poste a tema del convegno; di Andrea R. Castaldo, ordinario di diritto penale presso l'università degli studi di Salerno nonché segretario generale Iceps (International center of economic penal studies), uno dei più importanti centri studi a livello europeo in materia di diritto penale dell'economia; di Marco Naddeo, docente presso la scuola di specializzazione delle professioni legali dell'università di Salerno; di Stanislao Chimenti, autentico portavoce, di un'importante esperienza professionale quale commissario straordinario del gruppo Ittierre e It Holding oltre che autore di numerose pubblicazioni circa le implicazioni penali in materia fallimentare.

Non mancano quindi spunti di interesse, un ringraziamento va alla giunta nazionale, al coordinatore regionale della Calabria, Maria Luisa Campise, il Cndcec nella persona del segretario nazionale Giorgio Sganga e gli Ordini di appartenenza.

*presidente

Ugdcec Castrovillari

**presidente Ugdcec Rossano

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