Tra professionisti e operatori di settore non si registra ancora quell'affanno riscontrato negli ultimi due anni. Stavolta, infatti, la proroga dei termini per i versamenti è intervenuta in netto anticipo rispetto al passato: il dpcm del 12 maggio 2011, pubblicato sulla G.U. del 14 maggio, ha differito il termine del 16 giugno 2011 per i soggetti sottoposti agli studi di settore al 6 luglio. Con il rilascio della versione «ufficiale» di Gerico entro la prima metà di giugno, ci saranno circa tre settimane di tempo per verificare la congruità dei risultati e ricalcolare eventualmente le imposte dovute in caso di adeguamento. E pure le associazioni di categoria hanno consigliato ai propri associati di utilizzare la versione beta del 1° giugno per determinare la congruità, pur ricordando ai contribuenti che questa non è utilizzabile per gli adempimenti degli obblighi fiscali.
«Sarebbe però il caso di domandarsi se l'intero sistema degli studi di settore non meriti un ripensamento», osserva Bonfiglio Mariotti, presidente di Assosoftware, «per evitare che puntualmente ogni anno si registrino disagi da parte degli operatori e la necessità di prorogare i termini dei pagamenti. Cosa che peraltro fa sì che lo Stato incassi in ritardo. Questo meccanismo basato sulla validazione degli studi da parte della Commissione, la predisposizione dei modelli, lo sviluppo del software e l'approvazione dei correttivi è molto macchinoso e non può far altro che portare ad arrivare sempre in zona Cesarini e a dover rinviare i versamenti». Secondo il numero uno dei rappresentanti delle software house, quindi, «bisognerebbe avere il coraggio di operare una scelta netta: o si sceglie di non toccare gli studi per due o più anni, ipotesi difficile in questo momento storico a causa della crisi, oppure l'intera procedura andrebbe snellita».
