Consulenza o Preventivo Gratuito

I Trust trasparenti con qualifica di Onlus

del 08/06/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
I Trust trasparenti con qualifica di Onlus
Possono acquisire la qualifica di Onlus, in aggiunta ai trust opachi o di scopo, anche quelli con beneficiari espressamente individuati («trasparenti») che erogano fondi alle altre organizzazioni non lucrative o agli enti non commerciali operanti nei settori tipici di dette organizzazioni.

Questo ciò che emerge dall'atto di indirizzo dell'Agenzia del Terzo settore, approvato dal Consiglio, nella seduta dello scorso 25 maggio, avente a oggetto la configurabilità di un «Trust Onlus».

L'Agenzia parte dall'assunto che il legislatore, che ha provveduto alla stesura dell'art. 10, del dlgs n. 460/1997, ha lasciato ampia facoltà di scelta della veste giuridica dei soggetti che possono assumere la qualifica, di natura tributaria, di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), mentre i commi da 74 a 76, dell'art. 1, della legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007) hanno introdotto il trust, per la prima volta nel comparto tributario nazionale, quale soggetto passivo d'imposta, modificando l'art. 73, del dpr n. 917/1986 (Tuir).

Di conseguenza, l'esplicito riconoscimento dell'autonoma soggettività tributaria del trust costituisce un fondamentale presupposto, al fine di verificare se allo stesso possa essere attribuita la qualifica di Onlus, ai sensi del citato art. 10, del dlgs n. 460/1997.

Con il richiamato art. 10, del dlgs n. 460/1997, il legislatore, dopo aver indicato determinati soggetti giuridici individuati dal codice civile (associazioni, fondazioni, comitati ecc.) ha indicato, in via residuale, quali soggetti destinatari delle stesse disposizioni «… gli altri enti di carattere privato …»; in detta ultima e residuale categoria, l'agenzia ritiene essere ricompreso il trust.

Pertanto, al fine di poter acquisire la qualifica di Onlus, il trust deve essere istituito mediante un atto, redatto nella forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata (art. 3 Convenzione de l'Aja), contenente tutte le clausole richieste anche per gli altri soggetti giuridici, dal comma 1, del richiamato art. 10.

Di conseguenza, nell'atto istitutivo si dovrà prevedere uno scopo con finalità di solidarietà sociale nei settori tassativamente indicati dal legislatore o con attività rivolte verso soggetti svantaggiati, come richiamati dal comma 2, del medesimo articolo 10.

Inoltre, l'atto dovrà contenere clausole che prevedano l'irrevocabilità destinata al perseguimento di finalità di solidarietà sociale, il divieto di distribuzione degli utili, l'obbligo di devoluzione del patrimonio ad altre Onlus in caso di scioglimento, l'inserimento nella denominazione della qualifica o dell'acronimo Onlus, escludendo la presenza del requisito di democraticità agli enti non associativi, come le fondazioni e i trust.

Infine, il documento evidenzia che la qualifica può essere certamente attribuita, con la conseguente applicazione di tutte le agevolazioni disposte a favore di detti soggetti, al trust opaco o di scopo, ma che la stessa non può essere preclusa al trust «trasparente», purché i beneficiari indicati procedano nelle erogazioni a favore di altre Onlus o di enti non profit che operano, in via prevalente, nei settori tipici delle Onlus o nel settore della beneficienza, con perplessità emergenti per il trust opaco che opera a favore di persone fisiche svantaggiate.

vota