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Italia, via in 60 mila

del 08/06/2011
di: di Fabrizio Vedana
Italia, via in 60 mila
Sarebbero circa 60 mila gli italiani che nell'ultimo semestre hanno deciso di cambiare residenza o cittadinanza per andare a vivere in altro paese europeo o extraeuropeo.

È emerso durante il primo Lugano Fiscal Forum conclusosi ieri dopo due intense giornate di lavoro e di dibattito tra operatori. Nulla di più lontano dalla vecchia immagine dell'emigrante per bisogno. I nuovi migranti italiani pare però che non siano «alla fame» né provengano da zone disastrate ma semplicemente sarebbero persone che temono di non poter accrescere o semplicemente mantenere lo stesso standard di vita o lo stesso livello di qualità della vita dei loro genitori ovvero di non poterlo garantire ai propri figli.

Il Forum, organizzato da «The Lantern» Research presso l'Hotel De La Paix di Lugano, ha rappresentato il palcoscenico per una serie di rappresentanze di paesi europei ed extra-europei e per le più importanti fiduciarie ticinesi, esperte in materia fiscale, per far conoscere una serie di agevolazioni e servizi a imprenditori, investitori e consulenti, nell'assoluto rispetto delle regole e dei patti bilaterali esistenti. Il Lugano International Fiscal Forum ha quindi voluto creare non solo un'occasione di incontro tra alcuni dei maggiori esperti in materia fiduciaria, legale e tributaria ma anche con alcune Camere di commercio e rappresentanze internazionali tra le quali quelle di Albania, Tunisia, Malta, Panama ed Emirati Arabi Uniti.

L'evento ha visto la presenza di un nutrito numero di fiduciari, di professionisti e di imprenditori interessati ad approfondire i benefici dell'internazionalizzazione, trasformando la manifestazione in una vera e propria opportunità di business.

L'idea di organizzare il Forum nasce proprio per dare una risposta alla crescente richiesta del mercato.

Il Canton Ticino conferma quindi di essere all'avanguardia e caratterizzato da un'elevatissima professionalità finanziaria che però ora è alla ricerca di una maggiore apertura e di una nuova identità professionale, anche dopo gli esiti dello scudo fiscale.

Tema centrale e dominante di tutto l'evento è stato il rigoroso rispetto delle regole.

Fare impresa all'estero (e quindi anche in Svizzera) non deve cioè pregiudicare il rispetto delle regole e dei patti bilaterali esistenti tra la Svizzera e i diversi stati. Nel corso del convegno è stata illustrata la novità di prassi amministrativa dell'Agenzia delle entrate in Italia, chiarita il 31 maggio 2011 nella risoluzione n. 61 sull'imposta sostitutiva istituita dall'art. 6 del dlgs n. 461/97. Le società fiduciarie sono ammesse al regime del risparmio amministrato per le attività finanziarie affidate loro dal cliente «sulla base di un mandato di amministrazione» senza più bisogno di un'intestazione dei beni. È un chiarimento dell'Agenzia che, per gli addetti ai lavori, apre le porte a S. Marino, piuttosto che Montecarlo, ma soprattutto alla Svizzera.

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