L'inchiesta, coordinata dal pm della procura meneghina Bruna Albertini, ha portato alla luce una rete di transazioni finanziarie, supportate da operazioni economiche fittizie (consulenze aziendali, commerciali e di marketing, corsi di formazione, vendita/acquisto di opere d'arte), mirate a evadere il fisco e a ottenere indebitamente linee di credito da parte delle banche. Scoperte anche false fatturazioni per lavori edili riferibili a dimore storiche allo scopo di beneficiare di sovvenzioni pubbliche, dato l'interesse architettonico degli edifici.
L'operazione ha portato alla denuncia di 26 persone. I reati contestati a vario titolo vanno dall'associazione a delinquere finalizzata all'emissione all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, alla truffa aggravata ai danni degli istituti di credito e per il conseguimento di erogazioni pubbliche, fino all'appropriazione indebita.
Inoltre, due società sono state segnalate all'autorità giudiziaria ai sensi del dlgs n. 231/01, in materia di responsabilità amministrativa degli enti. A seguito della richiesta del pubblico ministero, il gip del tribunale di Milano, Maria Cristina Mannocci, ha disposto il sequestro preventivo di due ville situate in Lombardia, nella disponibilità degli indagati e considerate dimore storiche, del valore complessivo di circa 300 milioni di euro.
