Consulenza o Preventivo Gratuito

Tris d'aiuti contro il batterio killer

del 07/06/2011
di: da Bruxelles Angelo di Mambro
Tris d'aiuti contro il batterio killer
La compensazione per un valore pari fino al 5% della produzione annua (ma il limite è incrementabile al 10), il ricorso ad aiuti di stato o l'attivazione delle misure per i «casi di emergenza» previste dal regolamento Ocm unica. Sono le tre ipotesi, non necessariamente alternative, che la Commissione Ue sta studiando per far fronte all'effetto sul mercato dell'ortofrutta dell'epidemia della variante di Escherichia Coli in Germania del Nord. L'origine del focolaio resta incerta: scagionati i cetrioli provenienti dalla Spagna, anche i primi test svolti ieri sui germogli di soia prodotti da un'azienda tedesca hanno dato esito negativo. Il diffondersi del panico sul «batterio killer», che ha fatto registrare 22 decessi nell'Ue, tutti legati alla residenza o a soggiorni nell'area di Amburgo, ha però già portato a un «crollo dei consumi di frutta e verdura in tutta Europa». Lo ha sottolineato il portavoce del commissario all'agricoltura, Roger Waite, senza fornire cifre precise sul calo in questione. I dati, con le prime ipotesi di intervento, saranno discussi oggi nel Consiglio straordinario dei ministri agricoli convocato in Lussemburgo, che vedrà la Spagna in prima fila nella richiesta di risarcimento. Stando alle dichiarazioni della ministra spagnola Rosa Aguilar, Madrid intende chiedere i danni alle autorità sanitarie tedesche, responsabili del primo allarme sui cetrioli, rivelatosi falso ma esiziale per la produzione iberica, colpita nel pieno della stagione. A livello Ue invece, «le misure», ha specificato Waite, «dovranno tener conto non solo del danno subito dai produttori iscritti nelle Organizzazioni riconosciute, ma anche dagli altri». Ossia quel 60% di ortofrutticoltori che in Italia (e nell'Ue a 27) non fa capo alle Op, interlocutrici di primo piano delle politiche di settore secondo il regolamento n. 1234/2007. Per i membri Op è molto probabile l'attivazione del prelievo dal mercato dei prodotti pari a un valore massimo del 5-10% della produzione annua, con spese coperte per metà dalle Op e per metà dal bilancio Ue. Per chi non fa parte delle organizzazioni, la Commissione sta valutando l'attivazione di aiuti di stato, a patto di trovare una formula giuridicamente valida, senza distorsione della concorrenza. Infine, i tecnici Ue stanno pensando all'opzione delle «misure di emergenza» previste dall'articolo 191 del regolamento Ocm unica, già adottato nel 2008 per la crisi diossina in Irlanda.
vota