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Videosorveglianza, decide il garante

del 04/06/2011
di: di Antonio Ciccia
Videosorveglianza, decide il garante
La videosorveglianza comunale «intelligente» deve passare prima dal garante. Quando un sistema è tarato per registrare condotte anomale deve superare una verifica preliminare.

È quanto prescritto dallo stesso garante della privacy, con il provvedimento n. 140 del 7 aprile 2011, solo ora reso noto, con il quale il comune di Firenze ha ottenuto il via libera all'installazione di un sistema di videosorveglianza per finalità di sicurezza urbana. Le telecamere puntano la fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammannati, in Piazza della Signoria a Firenze.

Vediamo le caratteristiche dell'impianto per comprendere i limiti entro cui le riprese sono legittime.

Gli scopi specifici dichiarati dal comune sono la prevenzione e tutela da azioni criminose e danneggiamenti. Il sistema è un sistema «intelligente» che opera tramite l'attivazione di un sistema di allarme, che rileva in tempo reale la violazione del divieto di oltrepassare le barriere, che circondano il monumento

In dettaglio le telecamere riprendono solo l'area interdetta e perimetrale, senza possibilità di acquisizione dei dettagli dei tratti somatici delle persone affacciate ai bordi della ringhiera. Le immagini relative alle tre telecamere sono visionabili in tempo reale solo dal posto di guardia presidiato dal solo personale della polizia municipale. In caso di intrusione all'interno del perimetro vietato, due telecamere laterali vengono attivate automaticamente dal sistema e l'evento viene registrato automaticamente sul server.

In condizioni di stand by le immagini non vengono mai registrate. Le immagini registrate sono conservate per sette giorni, per finalità di sicurezza urbana. La trasmissione delle immagini dalla telecamera al server (una macchina stand-alone) avviene attraverso fibra ottica dedicata e l'accesso locale al server è possibile solo attraverso l'inserimento di un codice identificativo e password.

Il comune ha motivato la necessità della videosorveglianza in quanto in passato, in occasione di atti vandalici, non è stato possibile intervenire nell'immediatezza e d'altra parte non è stata valutata praticabile la soluzione di un presidio dedicato e permanente in loco.

Nell'esaminare la richiesta il garante ha rilevato che sussiste l'obbligo di richiedere la verifica preliminare con riferimento ai sistemi di videosorveglianza intelligenti, i quali non si limitano a riprendere e registrare le immagini, ma sono in grado di rilevare automaticamente comportamenti o eventi anomali, di segnalarli e, eventualmente, di registrarli.

Preso atto delle caratteristiche delle telecamere, il garante ha ritenuto di dare il suo lasciapassare, riconoscendo l'effettiva esigenza di tutela del sito monumentale a causa della concreta situazione di rischio derivante dal protrarsi di atti vandalici.

In proposito il comune ha dichiarato che altre e diverse misure adottate in passato non hanno sortito l'effetto sperato. Il garante ha, però, richiamato il comune di Firenze a un maggior rigore nell'osservanza delle misure minime di sicurezza, con particolare riferimento all'obbligo di adottare specifici accorgimenti tecnici ed organizzativi per verificare l'attività espletata da parte di chi accede alle immagini o controlla i sistemi di ripresa. Il garante ha infine ricordato che l'informativa agli interessati deve essere visibile quando il sistema di videosorveglianza è attivo in orario notturno.

L'obbligo di verifica preliminare è prescritto dal provvedimento generale del garante dell'8 aprile 2010 e ha lo scopo di sottoporre a una sorta di preliminare nulla osta situazioni in cui la videosorveglianza risulta particolarmente invasiva, sia per le modalità di ripresa, sia per i tempi di conservazione delle immagine. Non esclude l'obbligo di verifica preliminare la finalità di sicurezza urbana, perseguita con sistemi di motion detection, La finalità di sicurezza urbana esonera, invece, i comuni dalla necessità di predisporre l'informativa con i cartelli, anche se il garante non manca di segnalare agli enti di valutare l'opportunità di installare il cartello, il quale potrebbe avere di per sé effetti di dissuasione dal tenere condotte illecite.

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