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Ricorsi, sospensive lunghe

del 04/06/2011
di: da Sanremo Valerio Stroppa
Ricorsi, sospensive lunghe
Verso l'allungamento la durata massima delle sospensive automatiche successive al ricorso. Nella conversione del dl sviluppo dagli attuali 120 giorni si dovrebbe passare a180 o 210 giorni. Che, sommati ai 60 giorni dalla notifica dell'accertamento a disposizione del contribuente per proporre ricorso, scongiureranno un'aggressione patrimoniale immediata da parte della riscossione, rendendo di fatto i tempi non molto dissimili da quelli già registrati finora (come anticipato da ItaliaOggi del 27 maggio 2011). A tutela dei contribuenti potrebbero arrivare anche lo stop alle ganasce fiscali per debiti di importo inferiore ai mille euro e il blocco dei pignoramenti dei beni strumentali all'attività d'impresa (richiesto da Rete Imprese, si veda ItaliaOggi del 26 maggio scorso). Ma, a prescindere da tutto ciò, per combattere l'evasione in maniera efficace ma giusta «è indispensabile abbassare i toni», saliti eccessivamente nelle ultime settimane con le proteste, le minacce e in alcuni casi le aggressioni fisiche nei confronti di Equitalia. Ad affermarlo è il direttore dell'Agenzia delle entrate e presidente di Equitalia, Attilio Befera, intervenuto ieri al teatro Ariston di Sanremo in apertura del «Venerdì di Diritto e Pratica tributaria» dedicato al tema della concentrazione della riscossione nell'accertamento, organizzato dalla Fondazione Antonio Uckmar. Befera ha ribadito ancora una volta che «la lotta all'evasione, che sottrae all'erario 120-130 miliardi di euro all'anno, va fatta seriamente, ma in maniera corretta e tutelando sempre i contribuenti onesti». Sul tema della possibile immediata aggressione del patrimonio del debitore da parte degli agenti della riscossione, il numero uno di via Cristoforo Colombo sottolinea come «né prima né in futuro un contribuente si vedrà arrivare gli esattori il primo giorno utile per l'esecuzione. Un conto è velocizzare e migliorare l'efficienza di un procedimento, mediante l'eliminazione della cartella, un conto sono gli eccessi, che in alcuni casi ci sono stati e vanno corretti. Io sono il primo a volerlo fare. La mia e-mail la conoscete tutti…». Il direttore delle Entrate, però, a fronte della lealtà verso i contribuenti chiede di buttare acqua sul fuoco, con riguardo alle polemiche di queste settimane. «Continuo a sentire parlare di una riscossione ingiusta, addirittura feroce», chiosa Befera, «per poi vedere questo disagio sfociare in azioni di protesta e minacce fisiche. Non è questo il clima che serve al paese. Noi andiamo avanti in ogni caso, ma la responsabilità di chi non abbassa i toni è una responsabilità che io non mi assumo». Numerosi gli aspetti analizzati nel corso dei lavori, aperti dal presidente della Fondazione, Victor Uckmar, a cui hanno preso parte oltre 500 partecipanti. Cesare Glendi, coordinatore scientifico del convegno (che si concluderà oggi), si è soffermato in particolare sulla notifica degli atti a partire dal prossimo 1° luglio: «Occorrerà cambiare ottica», spiega il professore, «con il recupero della valenza costitutiva dell'atto stesso, con l'abolizione delle c.d. notifiche dirette, che non sono notificazioni, e con la valorizzazione, invece, della relata di notifica».

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